il ricambio è fondamentale in un percorso di crescita di una forza politica.

Buongiorno a tutti, sto tornando a Roma. Voglio condividere con voi una riflessione.

Uno dei principali motivi che mi ha portato a far parte del MoVimento già nel 2009, a soli 18 anni, era l’approccio divergente rispetto alla politica: un servizio temporaneo al Paese, non più una professione a tempo indeterminato. Tutti noi abbiamo il nostro lavoro al di fuori delle istituzioni, è sano e giusto tornare alla propria vita dopo i mandati elettivi. Oguno può poi continuare a mettere a disposizione la propria esperienza e le sue competenza in tanti modi e forme, anche senza essere eletto.
Dare un limite ai mandati elettivi è quindi per me un punto fondamentale, caratteristico e unico nello scenario Italiano.

Parlo chiaramente di mandati elettivi di un certo rango: consiglieri regionali, parlamentari, parlamentari europei, sindaci, presidenti di regione.

Diverso è per i consiglieri comunali, specie per i piccoli comuni, importanti presìdi sul territorio che, salvo qualche eccezione, percepiscono gettoni di presenza tali da non coprire neanche le spese minime per la loro attività. A loro va tutto il mio ringraziamento e il mio sostegno. Spero che si possa far qualcosa in questo senso, al fine di rafforzare presenza e partecipazione sul territorio.

Una nota sul tema “deroga per i meritevoli”. Il merito in politica può essere confuso con la visibilità. Ci sono tantissimi portavoce nelle diverse istituzioni che, per differenti ragioni, non compaiono troppo su giornali o in TV. Eppure portano avanti un lavoro assolutamente meritevole. Ecco: queste persone risulterebbero penalizzate da un criterio che, a mio avviso, non potrà che essere estremamente discrezionale.

Sono quindi molto felice che Beppe Grillo abbia chiarito questa posizione, un po’ dispiaciuto del dibattito che si è venuto a creare, specie in un momento così critico per il Paese. Spero infatti che tutta questa discussione venga superata in fretta, abbiamo tanto lavoro da fare.

Tanti di voi sostengono che non si debba sprecare l’esperienza maturata nei due mandati. Io sono d’accordo con voi e ho ribadito una cosa: si può contribuire in tanti modi, non per forza da rieletti.

In questo modo si favorisce il ricambio che è fondamentale in un percorso di crescita di una forza politica.
Gli uscenti danno man forte agli entranti che portano nuove energia.
Aggiungo: non ci sarà mai un ricambio totale, sarà un processo graduale

Luca Carabetta