Il riassunto dell’informazione italiana è tutta qua: ERRORE 404.

Questi sono i cavalieri senza macchia dell’informazione, quelli con il fiato sul collo a Virginia Raggi, quelli che mesi sono stati addosso al presidente Conte, nonostante le dettagliate spiegazioni ricevute, quelli che Luigi Di Maio ne ha combinate più di Berlusconi.

Il riassunto dell’informazione italiana è tutta qua: ERRORE 404.

Provate a cliccare sul sito delle Iene o di Mediaset per guardare il servizio sui voli di Stato utilizzati dalla presidente Casellati (Forza Italia): oltre 120 voli presi nell’ultimo anno per fare la spola tra Roma e Padova, ma pure per andare in Sardegna ad agosto (forse in vacanza?) come se il Falcon fosse un taxi personale.

https://www.iene.mediaset.it/…/casellati-continua-a…

Il video del servizio, nonostante i milioni di visualizzazioni che aveva ricevuto, è sparito.
Dopo la telefonata del dirigente RAI a Fedez, Mediaset risponde a tono.

C’era bisogno di far sprofondare ancora un po’ più in basso la credibilità dell’informazione italiana e le televisioni di “papi” Silvio hanno dato il loro contributo. Interpellato l’ufficio stampa di Mediaset, non è arrivata nessuna risposta rispetto al servizio pubblicato e desaparecido. “Le faremo sapere”. Un caso da Iene, anzi da Chi l’ha visto?
Il problema dell’Italia è sempre lo stesso: l’assenza di una legge sul conflitto di interessi e la lottizzazione della tv pubblica. I partiti non hanno fatto nulla per cambiare scenario, perché il mantenimento dello status quo ha sempre permesso loro di essere riconosciuti quali parte del sistema dagli stessi mezzi d’informazione. Il M5S ha sparigliato le carte, provando senza riuscirci, a cambiare le cose. Adesso abbiamo il dovere di non appiattirci sulle posizioni dei partiti. Abbiamo il dovere di continuare a chiedere ciò in cui abbiamo sempre creduto e in cui dobbiamo continuare a credere. Altrimenti da questa situazione non ne usciremo mai e l’Italia sarà sempre in fondo alle classifiche sulla libertà d’informazione.

Spiace per tutti quei giornalisti che il loro importantissimo lavoro continuano a farlo sul serio.

Massimo De Rosa