IL PROBLEMA NON E’ IL REDDITO DI CITTADINANZA

“Non si trovano persone disposte a lavorare nelle attività ricettive”. “Il problema è la scarsa remunerazione di questi lavori”. “No, non è vero, il problema è il Reddito di cittadinanza”: queste sono solo alcune delle frasi che quotidianamente siamo più o meno costretti ad ascoltare nei telegiornali o leggere sulle prime pagine dei giornali.

Anche in Spagna manca il personale per il settore alberghiero e ricettivo in generale e anche qui il dibattito ha assunto toni molto simili ai nostri, tanto che gli imprenditori più onesti hanno cominciato a protestare per l’essere comunemente confusi con chi tanto retto non è. Qualcuno è anche corso ai ripari, come un ristoratore di Malaga che, in risposta ad un utente che si lamentava dei colloqui sostenuti dal fratello, ritenuti criminali per la paga bassa e orari di lavoro improponibili, ha deciso di pubblicare in chiaro sul menu la sua politica relativa agli impiegati, stipendi compresi. Quanto offre? 1430 euro netti al mese per 40 ore di lavoro: più o meno quanto previsto anche nei contratti nazionali italiani, non sempre applicati.

C’è chi nel nostro Belpaese continua ad addossare la responsabilità al RdC, eppure le cifre parlano chiaro e mettono nero su bianco una verità che c’entra ben poco con tutto questo. I report di Unioncamere parlano di 51mila posti vacanti solo nei locali di somministrazione e di più di 300mila nell’intero comparto del turismo ma non va dimenticato che, in dieci anni, il numero delle aperture in Italia è raddoppiato: una crescita esponenziale al punto che oggi si conta un bar o un ristorante ogni 180 abitanti.

Ma al di là di ogni retorica, il problema è un altro. Chi assume nella ristorazione, infatti, richiede turni di almeno sette ore per cinque o sei giorni a settimana (sabato e domenica inclusi) per stipendi inaccettabili rispetto alla mole di lavoro da sobbarcarsi – collocati più o meno nella fascia compresa tra gli 800 e i 1100 al mese e lontani dallo standard imposto dal contratto nazionale del turismo, che fa riferimento a una forbice che va dai 1454 euro lordi fino ai 1643 a seconda di ruoli e responsabilità).

Una prospettiva poco stimolante per gli stagionali che chiedono retribuzioni dignitose, contrastando forme di sfruttamento ai limiti della legalità. È davvero tutta colpa del Reddito di Cittadinanza?



Di Tiziana Ciprini:

FONTE : Tiziana Ciprini