Il Presidente del Parco del Vulture NON deve essere frutto di “accordicchi” politici.

A tre anni dalla sua istituzione, prossima è la nomina del Presidente del Parco Naturale Regionale del Vulture.

Tanti sono i riflettori puntati sul più grande attrattore del Vulture-Melfese, a cui si associa la serpeggiante preoccupazione che esso possa tramutarsi nell’ennesimo terreno di spartizione da parte di certa politica.

Non lo consentiremo.

Il Parco del Vulture rappresenta un autentico forziere per la nostra Basilicata: merita e ha bisogno di qualcuno che sia in grado di aprirlo con il grimaldello giusto, di riconoscerne e di valorizzarne la ricchezza.

Come accade presso i migliori e più funzionanti parchi d’Europa e del mondo, è fondamentale che a gestirlo non sia il personaggio politico di turno, baciato dalla buona sorte e col vento in poppa, bensì un o una professionista che abbia conoscenza ed esperienza della materia e che sia in grado di esprimere una informata visione di tutela e di sviluppo del Parco.

D’altronde, l’Ente Parco nasce proprio con questa finalità, ossia quella di garantire la salvaguardia di uno specifico territorio, con l’auspicio che questo valore diventi anche una importante risorsa turistica.

Pertanto, chiediamo, prima alla Comunità del Parco composta da nove Sindaci e poi al Consiglio Regionale,  che a presiedere il Parco del Vulture sia una persona esperta, competente ed estranea agli interessi di campanile che per troppo tempo hanno danneggiato il gioiello del Vulture.

Auspico che alla guida del Parco sia, non il sindaco di turno, ma una figura scelta sopra le parti politiche, animata da un solo interesse: comprendere e valorizzare l’incomparabile bellezza del nostro esteso territorio e trasformarla in risorsa e ricchezza, a beneficio dei cittadini lucani e di ogni visitatore.

Ecco, questo è l’unico tipo di portatore di interesse che riteniamo accettabile.

Non possiamo permetterci una ulteriore perdita di tempo, il Parco del Vulture  va messo in funzione e deve partire con i giusti presupposti. Bisogna costruire una buona ed efficiente macchina organizzativa: a tal fine, è indispensabile intessere un buon dialogo con tutte le parti coinvolte, dai sindaci, alle associazioni, ai ricercatori fino ai privati cittadini.

Dunque, perché lo strumento del Parco non si trasformi in una occasione mancata, occorre una solida e onesta volontà politica.

Spero, dunque, che questa maggioranza rinunci a qualsiasi forma di narcisismo politico e che sia in grado di individuare un o una Presidente competente, che sappia assicurare al nostro Parco una vita più lunga di una sola legislatura…

Carmela Carlucci
Portavoce M5S Regione Basilicata



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