Il passaggio da zona rossa a ad arancione si tinge di “giallo”. Dopo un anno dall’inizio della pandemia una disorganizzazione inaccettabile.

È passato ormai un anno dall’inizio di questa terribile pandemia che ha stravolto la vita di tutti noi, ma che purtroppo soprattutto ci ha portato via più di 100 mila concittadini morti durante questa battaglia. Il comitato tecnico scientifico ha annunciato che le prossime settimane saranno tra le più difficili e complicate, e ne stiamo toccando con mano la dura  realtà con l’aumento dei contagi, dei ricoveri e delle vittime anche nella nostra regione.

Una regione, la Basilicata, balzata agli onori della cronaca per una situazione alquanto paradossale e pericolosa, perché rimasta in bilico tra zona rossa e arancione fino a sabato scorso. Una situazione di ulteriore incertezza causata dal trasferimento di dati – che hanno avuto bisogno di una ‘rettifica’ – da parte della task force regionale al comitato tecnico scientifico.

Un  modus operandi inaccettabile che evidenzia le falle e le pesanti criticità organizzative che sono diventate sempre più lampanti agli occhi dei cittadini lucani.

A nome di migliaia di cittadini  ci chiediamo  come sia stato possibile che i tecnici della regione abbiano inviato prima un dato più alto riferito all’indice Rt e in un secondo momento hanno rettificato la trasmissione del dato facendo scendere l’indice RT vicino al valore 1?

Noi, a differenza degli speculatori seriali, abbiamo avuto sempre uno spirito collaborativo, perché il momento drammatico che stiamo vivendo lo richiede,  ma adesso il vaso è più che traboccato:  prima il caso sui problemi di tracciamento, ora purtroppo si ripete sulla vaccinazione, che soprattutto nei piccoli paesi non è per nulla organizzata, visti i continui rinvii delle iniezioni per gli ultraottantenni, mentre in alcuni dei centri più grandi si sta completando il percorso del richiamo con la seconda dose.

I cittadini lucani sono le vere vittime di questo caos gestionale non più tollerabile, sempre più disorientati e confusi di fronte a questa incapacità di gestione dell’emergenza.

Perché, a questo punto, la domanda sorge spontanea: due settimane fa, i dati che ci hanno portato in zona rossa, con tutte le conseguenze per l’economia e la vita sociale di tutta la regione, erano corretti?

Purtroppo intanto le attività commerciali sono state chiuse, le scuole anche, i disagi si sono manifestati in tutta la loro durezza.

Adesso non si possono accettare le minime incertezze, Bardi cerchi di prendere in mano le redini della gestione dell’emergenza e provveda a diramare un cronoprogramma chiaro e preciso sulla campagna vaccinale.

Gianni Leggieri 
Gianni Perrino 
Carmela Carlucci 
Gruppo Consiliare M5S Basilicata 



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