Il Ministro alla Camera – Question time del 22 aprile 2020

Il Ministro alla Camera – Question time del 22 aprile 2020

Mercoledì, 22 Aprile 2020

Gli interventi di Patuanelli

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Il Ministro Stefano Patuanelli è intervenuto oggi al Question Time alla Camera dei Deputati. Qui di seguito le risposte alle interrogazioni.


Interrogazione On. Molinari e altri

“Grazie Presidente, 

Ringrazio gli onorevoli interroganti che mi danno modo di fornire alcune informazioni per fare chiarezza rispetto a delle situazioni che sono state citate anche dagli interroganti.

Innanzitutto va chiarito che l’intenzione del Governo è stata subito quella di dare liquidità sospendendo quanto meno i pagamenti, che significa quindi aiutare le imprese dal lato dei costi.

Ovviamente non è stato sufficiente e il decreto cosiddetto liquidità alle piccole e medie imprese destina in particolare la garanzia statale al 100% fino a 25.000 euro. Il modulo non prevede 19 documenti. Basta guardarlo online. Sono tre facciate, di cui una è l’anagrafica dell’impresa, a cui si aggiunge la dichiarazione sull’ultimo bilancio utile o l’autocertificazione, perché ci possono essere imprese che sono di più recente costituzione e che non hanno ancora depositato il bilancio. C’e poi la dichiarazione di non avere avuto in tutto in parte altre garanzie statali, perché, come sapete, il fondo funziona ad accumulo. 

Abbiamo avuto da subito l’idea di utilizzare gli strumenti che le imprese già conoscono, come il fondo centrale di garanzia. Chiaramente l’unico punto di appoggio su cui si poteva contare è quello degli istituti di credito per dare liquidità a credito. 

Ad oggi, vi posso dire che le misure del decreto liquidità hanno portato a 14.723 operazioni già garantite per un totale di prestiti erogati pari a circa 2 miliardi e 441 mila euro. Di queste operazioni, 1.055 sono relative ai micro-finanziamenti fino a 25.000 euro, ammontanti ad un totale di prestiti erogati pari a circa 24 milioni di euro.

Ovviamente ricordo che il framework europeo è di circa 10 giorni fa, il decreto liquidità è diventato operativo giovedì della scorsa settimana, l’autorizzazione della commissione europea è arrivata il giorno di pasquetta e già lunedì di questa settimana sono partiti i primi bonifici sui C/C. In 12 giorni abbiamo reso operativa questa misura e credo che non sia una cosa da poco.

Informo che nel decreto di aprile, il fondo di garanzia avrà una dotazione superiore di altri 4 miliardi di euro, oltre i circa 2,5 miliardi che già sono a sua disposizione, oltre al fatto che durante l’anno il fondo recupera dalla restituzione delle imprese un altro miliardo. Arriveremo quindi già nelle prossime settimane ad avere a disposizione oltre 7,5 miliardi con un effetto leva che porta l’impatto della misura a cifre importanti per le Pmi, oltre a tutte le altre garanzie che sono già state rese note e che stanno già funzionando.

Si tratta però di dare anche liquidità immediata a ristoro ed è quello che stiamo prevedendo nel decreto di aprile. Ricordo che la misura dei 600 euro riguarda le persone fisiche che fanno attività di impresa, ma anche i soci lavoratori delle snc e delle sas. C’è ovviamente una parte di imprese non toccate da questi provvedimenti, ad esempio le srl. Per le imprese con meno di 10 dipendenti stiamo lavorando ad una misura di ristoro diretto che permetterà di fornire liquidità diretta e non a prestito e in più ricordo che per la misura dei 600 euro è in fase di studio, inserendola nel decreto aprile, l’erogazione di un importo superiore e non per una sola mensilità ma per due. Stiamo parlando di importi molto importanti di liquidità diretta. Tra le misure già messe in campo e quelle in lavorazione si parla di circa 15 miliardi, una cifra forse più alta della media degli interventi fatti per la liquidità diretta e l’indennizzo negli altri paesi europei. 

Grazie”


Interrogazione On. Fassina e Fornaro

“Grazie Presidente, grazie Onorevoli interroganti,

Ricordo che il Ministero dello Sviluppo economico è quello vigilante della struttura dell’amministrazione straordinaria. Lo dico perché per rispondere all’interrogazione fatta mi sono avvalso anche della collaborazione, cosa che succede quotidianamente, del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che si occupa in modo più ampio del settore del trasporto aereo. E’ evidente l’interesse che il Governo ha da subito manifestato non soltanto per salvare ma anche per rilanciare la compagnia di bandiera. Mai in questo periodo di grande difficoltà del trasporto aereo Alitalia è stata oggettivamente un elemento di grandissimo supporto anche per il rimpatrio dei nostri connazionali all’estero. Questo sottolinea l’importanza per un Paese avanzato come il nostro di avere una compagnia di bandiera.

E’ inutile ricordare i vari provvedimenti, compreso il finanziamento di dicembre di 400 milioni, ultima tranche, e il decreto di marzo, nel ‘Cura Italia, dove abbiamo istituito il fondo da 500 milioni di euro.

Non sono gli unici elementi messi in campo in questo periodo di grande difficoltà e di crisi. Abbiamo comunque implementato, grazie al lavoro del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti tutte quelle misure che servono ad affrontare la crisi in questo momento del settore. Il fatto che la compagnia viaggia, ovviamente, con la necessità di distanziamento e quindi con costi aggiuntivi per la compagnia stessa. E’ del tutto evidente che gli elementi posti dagli interroganti, come il ridimensionamento della flotta, la continuità aziendale e ovviamente tutto l’impegno economico, sono elementi che si riflettono sul documento di economia e finanza che andremo ad approvare nelle prossime ore e che saranno lì contenuti.

Riteniamo che sia il momento giusto per investire e non per ridimensionare la flotta, non è questo l’obiettivo del Governo.

Oggi Alitalia vola con un numero di aeroplani molto ridotto perché ovviamente è ridotto il mercato ma dovrà essere pronta, con la costituzione della newco a capitale pubblico, a cogliere le opportunità. Alitalia ha sempre viaggiato in questi ultimi anni con un grande gap di mercato rispetto alle altre grandi compagnie, questo è indiscutibile per una serie di ragioni che non sta a noi oggi giudicare perché non c’è ne modo ne tempo. E’ chiaro che la crisi del mercato complessivo porta anche a qualche opportunità in più: quella di scalare un mercato che finora era precluso per Alitalia, ma che non lo sarà più quando la situazione tornerà alla normalità”.


Interrogazione On. Nardi ed altri

“Grazie Presidente. Grazie Onorevoli interroganti.

E’ evidente che il nostro tessuto economico è fondato sulla piccola e media impresa e in particolare le imprese che hanno meno di 10 dipendenti, sono oltre il 96% di quelli esistenti. La domanda mi consente di completare il ragionamento sulla liquidità diretta alle imprese, svolto in occasione della precedente interrogazione, che si fonda su tre grandi capisaldi:

  • La riduzione dei costi, perché ovviamente ridurre i costi significa aumentare la liquidità e credo che tutte le operazioni fatte sulla cassa integrazione straordinaria e in deroga siano un minor costo per le imprese;
  • Il secondo fondamentale è quello dell’accesso al credito;
  • Il terzo punto è quello degli indennizzi diretti.

Per il prossimo decreto ci stiamo orientando su tre cose specifiche:

  • La diminuzione dei costi fissi delle bollette. Penso a tutti i commercianti, artigiani e autonomi che hanno avuto la propria attività chiusa e che quindi non hanno un consumo energetico. Non potranno avere pertanto una bolletta che contenga i costi degli oneri di sistema. Per questo stiamo lavorando su una misura che vada ad annullare e azzerare gli oneri di sistema.
  • La questione degli affitti. È evidente che chi ha una attività chiusa con un affitto verso un altro soggetto privato, bisogna garantire che l’affitto sia in parte o in tutto ristorato.
  • L’ultimo punto è la liquidità diretta. Ricordo che la nostra misura è di 600 euro nel decreto di marzo. Stiamo pensando al raddoppio della mensilità e un aumento dell’indennizzo. Ovviamente per tutta la parte che sta fuori da quel mondo: le persone fisiche esercenti attività d’impresa, i soci lavoratori delle snc e sas. C’è poi tutto il mondo delle Srl che ha hanno meno di 10 dipendenti e un fatturato non amplissimo che hanno necessità di una liquidità e che noi garantiremo con il decreto di aprile. La somma di queste misure è in fase di quantificazione. Ritengo che tra il rifinanziamento delle misure di 600 euro e le nuove misure che faremo verso le imprese non potrà essere inferiore ai 12 miliardi di euro”. 



Dal Ministero dello Sviluppo Economico:

FONTE : Notizie