Il Ministro al Senato – Question time del 12 novembre 2020

Il Ministro al Senato – Question time del 12 novembre 2020

Giovedì, 12 Novembre 2020

Gli interventi di Patuanelli

Il Ministro Stefano Patuanelli è intervenuto oggi al Senato per rispondere alle interrogazioni del Question time.

Testo degli interventi

Interrogazione Sen. Durnwalder e altri

Grazie Presidente. Ringrazio i colleghi Senatori Interroganti.

La questione è molto semplice. Il Conto Termico ammette, limitatamente agli interventi di piccole dimensioni di produzione di energia termica da fonti rinnovabili, l’accesso alle aziende agricole definite come impresa al cui titolare è stata rilasciata la qualifica di Agricolo Professionale.
Ricordo che tale definizione deriva dal dettato normativo europeo, secondo cui possono godere delle sovvenzioni comunitarie le sole aziende agricole in grado di dimostrare redditività. Quindi il legislatore, in questo caso il Ministero che ha fatto una norma di secondo livello, si è riferito all’art. 2135 del Codice civile, proprio perché lì c’è la dimostrazione della redditività. Infatti, il Decreto legge 99 del 2004 ha previsto che l’accesso fosse legato al possesso di adeguate conoscenze e competenze professionali, dedicare all’attività lavorativa agricola almeno il 50% del proprio tempo di lavoro complessivo e soprattutto che i ricavi da tale attività costituiscano almeno il 50% del proprio reddito complessivo. Nelle zone montane però questa percentuale dei ricavi è ridotta al 25%, dando quindi più ampia possibilità agli agricoltori di essere considerati come imprenditori agricoli professionali.
Condivido la necessità di promuovere ogni forma di efficienza energetica e di impiego di energia da fonti rinnovabili. Quindi una valutazione va fatta anche sull’estensione ad altre categorie, soprattutto nel campo agricolo dove è evidente che l’impronta ecologica è molto ampia.
Ritengo però che questa discussione debba essere fatta anche sulla base di una analisi costi benefici, perché il conto termico, di fatto, è costituito da soldi che vengono utilizzati prelevandoli dalle bollette. Ad ogni aumento di disponibilità del conto termico, ad ogni ampliamento della platea, corrisponde quindi una ricaduta sulla bolletta. Va fatta, con grande attenzione, una analisi costi benefici di tutte le possibilità di ampliamento di accesso al conto termico, ma certamente questo è uno dei termini che potrà essere valutato con la maggiore attenzione.

Grazie.


Interrogazione Sen. Faraone ed altri

Grazie Presidente,

comunico che il tavolo permanente su Whirlpool, già istituito presso il Ministero dello Sviluppo economico con la presenza del Ministero del Lavoro, è un tavolo aperto già dal 2019, quando l’azienda comunicò che entro quell’ottobre del 2019 avrebbe chiuso lo stabilimento per poi aderire alla nostra richiesta. L’obiettivo era quello di avere più tempo, anche per una maggiore analisi delle motivazioni reali per cui si stava abbandonando quello stabilimento. Sono motivazioni che oggettivamente abbiamo compreso fino ad un certo punto. In realtà gli investimenti fatti in quello stabilimento sono stati tanti negli anni da parte di Whirlpool. Le linee sono linee all’avanguardia, sono linee di produzione automatizzate. Sono infatti linee che hanno una grande capacità produttiva. Evidentemente è stato sbagliato il prodotto, ma allora per risolvere il problema non è che si chiude ma si cambia il prodotto. Su questo c’è stata grande disponibilità da parte del governo di accompagnare questo momento.

Nonostante l’interessamento diretto del Presidente del Consiglio, che ringrazio anche perché il 30 ottobre assieme abbiamo interloquito con il CEO di Whirlpool America Blitzer. Ciò non è però servito a convincere Whirlpool a tornare sui propri passi. Voglio dire però che noi abbiamo messo a disposizione la decontribuzione al 30% fatta dal Ministro Provenzano, che vale ovviamente su tutto il territorio del Sud. Ci sono 20 milioni di euro messi a disposizione dalla Regione Campania. Ricordo poi che c’è la possibilità di un contratto di sviluppo. Sono incentivi per supportare impianti, macchinari, licenze per un minimo di 20 milioni, ma facciamo contratti di sviluppo anche da 150 milioni. Noi abbiamo dato ampia disponibilità ad usare anche queste risorse. Ci sono gli incentivi per gli investimenti in ricerca e sviluppo, che sono misti tra fondo perduto e prestiti, e generalmente vengono concessi per finanziare nuovi prodotti e processi. Quindi esattamente per questa finalità. Inoltre ci sono i benefici fiscali sotto forma di credito d’imposta che può essere applicabile sugli investimenti nel sito. C’è il nuovo fondo del MiSE sulla salvaguardia dei livelli occupazionali, dove possiamo utilizzare 10 milioni di euro (tra equity e fondo perduto). I prestiti Sace che avrebbero potuto accompagnare questo percorso.

Un pacchetto, quindi, oggettivamente senza precedenti che è stato messo a disposizione di Whirlpool per restare. Quello che dico oggi è che, considerato che lo stipendio è garantito fino al 31 dicembre, noi non dobbiamo trovare supporto economico agli operai che restano senza lavoro. Noi dobbiamo trovare, e lo stiamo facendo, un imprenditore serio che voglia investire in quella fabbrica e metteremo a sua disposizione tutti questi strumenti. Credo che la strada ci sia e le interlocuzioni che abbiamo in questo momento sono fondate e serie. Abbiamo fatto il possibile per fare restare Whirlpool a Napoli. Oggi dobbiamo fare il possibile, e sono certo che ci riusciremo, per garantire che quelle persone non perdano il lavoro ma che rimangano operative in quello stabilimento, anche se con un altro gruppo e un altro prodotto.

Grazie.


Interrogazione Sen. Ruotolo ed altri

Grazie Presidente, ovviamente i termini della risposta precedente valgono anche in merito a questa interrogazione.

Il tema è centrale, anche perché garantire il lavoro in una zona così difficile del Paese, significa garantire che quelle persone stiano lontane dalla criminalità. Non entrino in circoli viziosi molto pericolosi, per cui, al di là del numero delle persone coinvolte, il tema è di grande sensibilità e per questo ha avuto così fortemente l’attenzione del Governo e delle aule parlamentari. Per una volta mi permetto di sollecitare il Parlamento su una discussione su una riforma che porti a dare strumenti al nostro Paese, di protezione rispetto alle grandi aziende e multinazionali che decidono di delocalizzare o di spostare le produzioni altrove.

E’ chiaro che non può essere elemento di decretazione d’urgenza, ma ci deve essere un grande confronto parlamentare. Molto spesso viene citata la norma francese che in realtà ha avuto un impatto limitatissimo. Riguarda le chiusure di aziende con più di mille dipendenti e lo sforzo che viene chiesto all’imprenditore è di provare a trovare una alternativa, ma se anche non la trova, dopo i sei mesi d’impegno, non succede nulla. In realtà la penalizzazione del 2% del fatturato avviene soltanto se si rifiuta di tentare di trovare una soluzione alternativa alla propria produzione.

Quindi credo che sia anche quella una norma troppo debole e che vada invece fatto nel nostro Paese un ragionamento molto più profondo. Credo che il tempo che abbiamo dedicato per cercare di dare strumenti di convinzione e anche materiale a Whirlpool per restare, ormai è finito. Noi oggi dobbiamo essere certi di trovare una soluzione alternativa e ci sto mettendo tutta la forza che ho per trovarla e vi posso assicurare che quel personale non resterà un giorno senza stipendio.

Grazie.


Interrogazione Sen. Bernini e altri

Grazie Presidente.

Abbiamo cercato di affrontare la crisi economica anche materialmente con una risposta immediata rispetto alle chiusure sia della prima fase che della seconda ondata. Ad esempio il Fondo perduto, che molto spesso è denigrato. Ricordo che abbiamo già erogato oltre un miliardo soltanto dell’ultima tranche del Decreto Ristori, che è del 28 ottobre di quest’anno. Quindi a distanza di 12 giorni abbiamo erogato oltre un miliardo di contributi a fondo perduto.
Con il primo decreto che ha istituito il fondo perduto per la prima volta, abbiamo erogato oltre 6 miliardi e mezzo di contributi per le imprese. Anzi 6 miliardi 685 milioni per l’esattezza, secondo i dati inconfutabili della Agenzia delle Entrate. Abbiamo previsto altri 2,2 miliardi con il Decreto Ristori e quasi 1 miliardo con il decreto Ristori Bis, ma questo soltanto per affrontare un’emergenza di liquidità immediata soprattutto della piccola impresa.
Poi ci sono altri strumenti che abbiamo messo in campo. Non li elenco perché il tempo è molto poco per rispondere a tutti. Per quanto riguarda la prospettiva, io credo che il cuore pulsante della nostra azione dovrà centrarsi proprio sul potenziamento e sul rendere strutturale, e quindi su un arco pluriennale, una misura fondamentale come il 4.0. Noi stiamo lavorando per ampliarne sia i massimali che le aliquote e per renderlo di durata certa, per dare garanzia all’impresa di poter investire con serenità.
Riguardo ai tavoli di crisi va detto che non esiste una norma, come ho detto più volte nelle aule parlamentari, che stabilisce quando una crisi aziendale diventa un tavolo di crisi. Molto spesso c’è la telefonata della Regione che dice: non riusciamo a gestire questo problema, portiamolo al Mise. E si apre un tavolo di crisi.
Sono circa 120 i tavoli aperti al Ministero dello sviluppo economico, in calo rispetto allo scorso anno. Per la maggior parte si tratta di tavoli aperti da diversi anni: alcuni anche da 7 anni. Sono situazioni che necessitano di un tavolo permanente a causa della criticità del settore. Circa 70 sono aperti da più di 3 anni e circa 28 da 7. Perché sono tavoli di monitoraggio.
Sono state risolte però anche molte vertenze. Vorrei vedere qualche titolo sui giornali su questo tema ogni tanto e anche qualche interrogazione su questo. Penso alla Pernigotti, alla Corneliani, a Mahle, Syder Alloys, Conad-Auchan. La vertnza Auchan è partita con 6.200 esuberi, sono al momento 795. Certamente un numero molto pesante, ma siamo riusciti, grazie all’azione soprattutto del Sottosegretario Todde, ad arrivare da 6.200 a 795 e riteniamo che ci siano ancora margini. Penso alla Ferriera di Servola, l’impianto siderurgico della mia città, dove si passa da 140 a 388 addetti nell’area a freddo. Penso al percorso fatto per Embraco, finalmente risolta con l’intervento di ACC. Quindi, sono state chiuse molte vertenze e sono stati salvaguardati, con queste chiusure, più di 8 mila posti di lavoro.
Abbiamo anche istituito il Fondo per la Salvaguardia dei Livelli Occupazionali con una dotazione di 300 milioni di euro, con interventi di massimo 10 milioni in equity o a fondo perduto per chi mantiene il personale. Uno strumento molto importante che abbiamo già utilizzato per la crisi di Corneliani.
Io credo però che in prospettiva va guardato non a come spendere, ma a come investire le risorse che arrivano dal Recovery Fund e, su questo, il lavoro che stiamo facendo al Ministero dello Sviluppo Economico è un lavoro intenso e che cerca di entrare in profondità rispetto alle fragilità dei nostri sistemi produttivi.

Grazie.


Interrogazione Sen. Boldrini ed altri

Grazie Presidente. Ringrazio i colleghi Senatori Interroganti.

La cronologia e la cronistoria della riforma l’ha già illustrata bene la senatrice Bernini. Ricordo che il nostro obiettivo è quello di avere Camere di Commercio efficaci, efficienti e che diano servizi alle imprese. Certamente restare appesi per 4 anni ad una riforma non completata non era il modo migliore per farlo ed è per questo che, in ogni occasione, ho ribadito l’esigenza (a prescindere dal tipo di riforma, che posso dire non è una riforma di questo Governo e che in parte condivido e in parte posso anche dire che avrei fatto diversamente) di andare a dare certezze alle Camere di Commercio, perché la finalità era quella di dare i servizi all’impresa. Percependo alcune criticità, anche di livello territoriale, abbiamo inteso, nel Decreto Semplificazioni con l’art. 61, anche dare pari dignità alle sedi delle Camere di Commercio, perché questa non è una cosa indifferente.
Ritengo quindi che lo spirito del Parlamento, e certamente quello del Governo, sia proprio quello di dare la possibilità alle Camere di Commercio di essere quell’ente intermedio che sta tra le azioni di Governo e le imprese e che dà servizi al mondo delle imprese in un momento di così grande difficoltà in particolare.
Rispetto ai commissariamenti ho provveduto già, dopo aver ricevuto da alcune delle Regioni alle quali ho proposto i commissariamenti, una risposta affermativa, a nominare i commissari per gli organi scaduti. Si tratta delle Camere di Commercio di Viterbo, Trapani, Cremona, Mantova, Novara e Verbano Cusio Ossola. Altre proposte di commissariamento sono state inviate alle Regioni per l’assenso e arriveranno ovviamente nei prossimi giorni. Non solo, ritengo proprio che per discutere in modo costruttivo di tutti gli aspetti della riforma, ma soprattutto di come dare servizi migliori alle imprese, il tavolo che è sollecitato da un ordine del giorno delle aule parlamentari, è stato convocato per la giornata di lunedì 16 novembre, quindi lunedì prossimo, nel pomeriggio, con Unioncamere, CNA, Alleanza cooperative, Confcommercio, Confindustria, Confesercenti, ANCI, Conferenza Stato Regioni, Unioncamere, Confartigianato, Coldiretti, Confagricoltura, Casartigiani, Confapi. Cioè con tutte le associazioni di categoria che aderiscono agli enti camerali.

Grazie.


Interrogazione Sen. Lucidi e altri

Grazie Presidente. Ringrazio anzitutto i senatori interroganti.

Il caso posto non è molto raro. Solo oggi, nel corso di questo question time, sono state riportate due situazioni molto simili: quelle di Whirlpool e di Treofan. Rinnovo pertanto il mio sollecito al Parlamento a intervenire con una normativa organica che possa garantire il nostro Paese proprio da questi atteggiamenti.
Allo stesso modo, sollecito uno scatto della nostra classe imprenditoriale. Mi piacerebbe avere la fila di persone per alcuni business come questi che sono economicamente vantaggiosi. Non c’è una crisi aziendale, ma la volontà di acquisire fette di mercato per poi chiuderle e garantirsele da altre parti. Questa è la situazione che si crea molto spesso nel nostro Paese. È quindi auspicabile che degli imprenditori italiani subentrino in questi momenti e investano nel nostro Paese.
Credo che la presenza di parlamentari ai tavoli istituiti al Ministero potrebbe portare a una maggiore collaborazione istituzionale, consentendo di trovare soluzioni diverse. Sapete che i tavoli sono ovviamente aperti anche ai parlamentari, cosa che qualche volta accade proprio nell’interlocuzione con chi nel territorio ci vive, così ottenendo maggior successo rispetto agli imprenditori, anche locali.
Ritengo che sia assolutamente deprecabile l’atteggiamento dell’azienda. Noi chiediamo esattamente le cose richieste dai senatori interroganti, cioè che si possa arrivare allo scorporo di quella parte di attività, al fine di trovare una soluzione alternativa per continuare la produzione a Terni, visto che la situazione di Battipaglia è in realtà molto diversa.
Siamo rimasti dunque oggettivamente basiti dal comportamento dell’azienda, che non ha accolto in minima parte la proposta e ha semplicemente comunicato unilateralmente la messa in liquidazione.
Il sottosegretario Todde, che segue il tavolo, mi tiene costantemente informato e in qualsiasi momento ci sarà un mio intervento diretto. Credo che bisognerà lavorare contemporaneamente anche con il Ministero del lavoro, perché vi potrà essere un periodo eventuale di conversione che dovrà essere supportato da giusti strumenti di ammortizzazione sociale.

Grazie.


Interrogazione Sen Anastasi e altri

Grazie Presidente.

Signor Presidente, credo che l’introduzione di questa misura sia stata il vero elemento centrale del decreto rilancio di questa estate. Credo che aver introdotto il superbonus riesca a farci raggiungere tre obiettivi distinti, tutti e tre importanti per il nostro Paese:

  • dare fiato a un comparto, quello dell’edilizia, che è in crisi dal 2008;
  • portare a un forte efficientamento energetico e a una maggiore protezione sismica del nostro tessuto immobiliare ormai datato;
  • far sì che, grazie alla cedibilità del credito, anche le famiglie meno abbienti possano vivere in un appartamento e in un edificio più confortevole e più sicuro.

Credo che questi siano obiettivi molto importanti, che vengono raggiunti da questo strumento che il Movimento 5 Stelle ha tanto voluto e che ringrazio per averlo spinto anche nella scorsa legislatura.
È evidente che lo spettro temporale che abbiamo davanti rispetto a questa misura è troppo stretto e troppo stringente; stiamo lavorando proprio per ampliarlo. Non voglio dare dati o numeri, ma è certamente intenzione del Governo e immagino di tutto il Parlamento e di tutte le forze politiche sostenere la necessità di un prolungamento della misura.
Rispetto alle proposte di ampliamento della stessa che gli interroganti hanno avanzato, ritengo che certamente possano essere introdotti nuovi interventi che siano anche trainanti. Penso che la risorsa idrica sia da tutelare, ma ritengo più difficile il ragionamento sul dissesto idrogeologico, che riguarda molto spesso ampie fasce di territorio e non un singolo immobile.
È chiaro che aprire ad altre categorie è un ragionamento che dobbiamo fare, nella consapevolezza però che si tratta di uno strumento che produce ricchezza, ma che inizialmente drena risorse. Quindi bisognerà mirarlo rispetto ad altre forme incentivanti nei confronti di settori come il turismo, perché vi sono già strumenti sul campo che possono essere utilizzati dalle aziende del turismo.
Ovviamente il dibattito parlamentare sulla legge di bilancio porterà magari a introdurre elementi innovativi rispetto al testo originale. Credo che si debba ragionare anche su una razionalizzazione di tutto il sistema dei bonus, che si sono stratificati dal 1987 in poi. Il Governo su questo sta lavorando in modo serio e con efficacia.

Grazie.

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Dal Ministero dello Sviluppo Economico:

FONTE : Notizie