Il M5s ha il dovere di GOVERNARE accettando di sacrificarsi per il Paese

Ci vuole la faccia come il culo per scrivere che “il ministero degli Esteri è inutile”. In questo caso, più che faccia a mò di deretano, è la crisi isterica dovuta all’ennesimo, maldigerito, “fatti i cazzi tuoi”, partito da Grillo e Di Maio al solito Travaglio per il quale, quando non si fa ciò che gli piace, si diventa in automatico dei luridi puzzoni e si viene ricoperti di insulti ed ignominia.

Successe già quando noi iscritti fummo chiamati ad esprimerci su Rousseau per il voto su Salvini: allora, il canuto riccioluto, dopo una campagna pressante del Fatto per indirizzare quel voto secondo i propri desiderata, uscì con un meraviglioso editoriale al letame puro, intitolato “Movimento cinque stalle”.

Io chiederei alle aziende, molte PMI, del cosiddetto “Made in Italy”, cosa ne pensano di Luigi Di Maio alla Farnesina e della sua conferma, dopo che, grazie alla caparbia determinazione di Di Maio nel portare il commercio estero sotto l’ombrello degli Esteri, sfilandolo al MISE, e dopo il braccio di ferro vinto contro Gualtieri su SACE, insieme al suo staff in cui brilla un altro dei nostri, Manlio Di Stefano, ha creato il “Patto per l’export” che, in questo anno di pandemia e di crisi profonda, ha non solo protetto uno dei comparti più importanti e strategici del nostro Paese ma lo ha rafforzato, dimostrando che la sua scommessa politica, quel progetto tanto voluto, era ed è una vittoria pesante.
Oppure chiederei a Chico Forti se è felice oppure no della conferma di Di Maio alla Farnesina: oggi, se Forti, ha la concreta chance di tornare in Italia, lo deve a Di Maio e alla Farnesina.
Ma lo chiederei anche a chi ha salutato con favore il blocco della vendita di armi ad Arabia Saudita e altri Paesi, scelta che dipende dalla Farnesina guidata da Luigi Di Maio ( sotto cui dipende l’organismo, UAMA, che dà, sospende o toglie le licenze per la vendita di armi ).

Ora due parole sulla caccia al “grillino del Sì”: io sono tra gli iscritti che ha votato Sì su Rousseau e in un post ne ho spiegato le ragioni.
Non è questione di fiducia cieca nei confronti di Grillo, di Di Maio o di Conte, che molti, strumentalmente, dimenticano di citare tra coloro che hanno invitato pubblicamente il M5s a sostenere il governo di Draghi: io avrei votato Sì anche senza il loro intervento perchè, come ho scritto nel mio post qualche giorno fa, non si prendono quasi 12 milioni di voti, si vincono le elezioni e si diventa la forza di maggioranza relativa del Parlamento ( con un terzo di parlamentari ) per andare a fare l’opposizione.

Il M5s ha il diritto, ma soprattutto il dovere, di GOVERNARE. In qualsiasi situazione, anche la più complicata e la più indigesta. Accettando di sacrificarsi per il Paese, perchè non si voltano le spalle agli italiani mentre la crisi travolge la nazione e non si rinuncia, per orgoglio ed immaturità, ad esercitare il proprio ruolo.
Non si fugge dall’enorme responsabilità che il popolo italiano ci ha consegnato il 4 marzo del 2018: chi lo fa, la smetta di parlare di “popolo”, di riempirsi la bocca di belle parole per il popolo e di proporsi come guida del popolo perchè, in realtà, non ha NULLA da offrire a quel popolo di cui parla e straparla.

Il M5s si è seduto ad ogni tavolo, così come ha fatto Giuseppe Conte, con un unico obiettivo: stare dove conta per impedire che, dove si decide del nostro destino, ci siano sempre e SOLO quelli di prima.
Ed è questo ciò che Conte ha realmente detto a noi del M5s: non lasciate da solo il Paese. Restare e giocate la vostra partita per i cittadini perbene invece di lasciarli nelle indisturbate ed avide mani di chi vi vuole relegati all’ininfluenza.
Questo è il messaggio di Conte, non le strumentali quanto vergognose interpretazioni di chi, non sopportando di vedere il M5s nel nuovo governo, fa passare Conte per uno che parla solo per influenzare su comando, uno che “ha detto ciò che gli è stato chiesto di dire”. Il solo pensare o ipotizzare che Giuseppe Conte sia uno che si fa usare e “dettare la linea” da chicchessia è indecente e qualifica esattamente chi sparge in giro questa indecenza.

Una delle cose più miserevoli a cui stiamo assistendo in queste ore è il trascinare Beppe, Luigi, Vito e Conte in questa isteria di massa, creata e fomentata da chi fa coincidere la democrazia esclusivamente con la propria insindacabile visione della realtà, per arrivare ad avere un M5s totalmente disimpegnato dal governo per poterlo scalare meglio al suo interno: questo è l’obiettivo. Lo è sempre stato ed arriva da lontano. Il governo Draghi è solo l’ultimo pretesto per tentare di assestare la picconata decisiva.
Il “tradimento” di Di Maio, di Grillo , dei cosiddetti “vertici”, la “sete di potere” di Di Maio, il “poltronismo” attribuito a chi vuole il M5s al governo del Paese sono gli argomenti, falsi e bugiardi, buttati in pasto alla comunità grillina per creare il caos, il fermento, per confondere e sobillare così da dividere e provare il colpo di mano. E per raggiungere il risultato, si fanno passare gli iscritti come dei minus habens che, senza un quesito con tanto di disegnino, non sono in grado di capire cosa votano e quindi di esprimere una scelta chiara. Come se noi, poveri ed ignoranti iscritti, non sapessimo che si votava per scegliere se andare oppure no al governo con Draghi come Presidente.

La cosa davvero più vergognosa e schifosa di tutta questa vicenda è proprio questa totale, assoluta, cinica, spregiudicata assenza di rispetto per la comunità del M5s, questo vile tentativo di usare un insieme di persone come grimaldello per provare a vincere una guerra interna per il potere. Come un Renzi e un Salvini qualunque.

( Il termometro del livello di idiozia raggiunta: leggo, tra i tanti che non vogliono il M5s al governo con Draghi, che sparano su Di Maio e Grillo mentre si dichiarano “contiani senza se e senza ma”, “Conte leader del M5s!”: per fare cosa? Farsi mangiare vivo da voi che siete una contraddizione in termini vivente?

Giuseppe Conte è, per nostra fortuna, sano di mente e intelligente e si guarda bene di infilarsi in una roba del genere.
Conte c’è e ci sarà ma non per farsi triturare dall’indisciplina e dall’anarchia di chi vive una comunità come un personale giardino dei giochi dove, se perde, si porta via il pallone e chiede la ripetizione della partita. )

Nadia Riola