Il letale perbenismo a 5 stelle

I sondaggi saranno pure dopati, ma il Movimento è dato intorno al 20%. Davvero impressionante. Inutile girare la testa dall’altra parte. Bisogna capire il motivo e reagire. I vecchi partiti sono spariti anche perché non erano capaci di ammettere i propri errori e cambiare. I fatti dicono che il Movimento sta lavorando sodo e bene e sta realizzando ben più della Lega. Eppure continua a calare mentre Salvini si gode la luna di miele col paese. Certo pesa una stampa vigliacca e tutta avversa. Ma quella c’è sempre stata. Certo pesano alcune promesse non mantenute per colpa delle trappole lasciate dal vecchio regime come la TAP o l’ILVA. Ma quelle sono vicende spiegabili, non tradimenti. Certo, l’abbraccio con Salvini è doloroso. Ma il contratto con la Lega è stata una scelta obbligata e di responsabilità e che sta pagando in termini di risultati. E poi, se la fine della contrapposizione destra-sinistra non è una barzelletta, il governo con la Lega può aver urtato la sensibilità ancora ideologica di qualcuno, ma non può giustificare un crollo di tale entità. Una delle ragioni di un fenomeno così atipico e repentino, risiede invece nel periodo storico che stiamo vivendo. Decenni di malapolitica e crisi di sistema, esasperazione, disillusione, rabbia, voglia disperata di un profondo cambiamento. Sentimenti che hanno fatto la fortuna del Movimento 5 Stelle ma che da quando è al potere non riesce più a rappresentare. Questo è il punto. Il consenso del Movimento si sta dissolvendo perché sta deludendo quell’impeto rivoluzionario che lo ha portato ad essere il primo partito. Come se da quando è al potere, il Movimento si fosse piegato ad un letale perbenismo di democristiana memoria perdendo l’empatia col sacrosanto quanto viscerale malcontento dei cittadini. Come se si fosse troppo istituzionalizzato, come se si fosse troppo ammosciato e rabbonito finendo per essere percepito come un partito magari più onesto e fattivo dei precedenti ma incapace di far girare pagina storica come aveva promesso. Come se il Movimento fosse un guerriero che conquistato il castello avesse posato l’armatura e indossato giacca e cravatta. E che così facendo, nella battaglia tra popolo ed élite che imperversa in tutta Europa, venisse percepito dalla parte sbagliata. Un suicidio assurdo perché il Movimento non è altro che un gruppo di cittadini che si sono rimboccati le maniche. È popolo che infatti le élite vogliono scacciare dai palazzi il prima possibile. Un suicidio assurdo perché il Movimento nasce con l’ambizione di costruire una diversa democrazia, nasce come forza rivoluzionaria che concepisce il potere come servizio temporaneo e non come un fine. Un suicidio assurdo perché il Movimento è pieno zeppo di contenuti ed idee innovative e non ha secondi fini. Un suicidio assurdo che può ancora essere evitato ma bisogna fare presto. Di Maio che è una persona onesta e capace deve prendere atto del crollo dei consensi e cambiare rotta. Deve togliersi giacca e cravatta e rindossare l’armatura, lui e tutti i portavoce. I milioni di cittadini che hanno votato a 5 stelle non vogliono essere rassicurati, non vogliono quiete e moderazione e tantomeno nauseabondo perbenismo. Vogliono un Movimento che mantenga vivo il fuoco rivoluzionario anche dentro ai maledetti palazzi del potere.

Tommaso Merlo

http://www.tommasomerlo.com

dimaio_l-650x350