Il governo dei migliori, di migliore non ha nulla.

Ho vissuto per molto tempo in un paese governato da un regime.
Vedevo i telegiornali della televisione locale e la mia passione per la verità, mi procurava indignazione. Perché era evidente che il modo di proporre le poche notizie, era orientato a manipolare lo spettatore, indurlo al giudizio che conveniva. E non era solo il modo, era la stessa notizia che veniva cambiata, regolata, tagliata, ampliata, modificata. Tutto meno che la verità, a meno che non fosse “utile”.
Vedere oggi il telegiornale de La7, quello di “mitraglietta” Mentana, mi ha dato la stessa sensazione, forse anche più forte.

Perché, ipoteticamente, non siamo governati da un regime, siamo nel “mondo democratico”, abbiamo garanzie e diritti.
La notizia dell’incarico a Mc Kinsey di una super consulenza sul Recovery, che doveva essere una “bomba” per qualsiasi giornalista minimamente degno di questo nome, è stata sminuita, manipolata, regolata. È stato dedicato alla notizia molto tempo, questo si, utilizzato interamente per giustificare l’operato di Draghi, rendere l’incarico a Mc Kinsey utile, necessario, addirittura irrinunciabile. Dando un risalto enorme al comunicato del MEF, che tutto fa meno spiegare. Un comunicato che dice nulla e che Mentana ha reso importante, giusto, incontestabile.
Lo ha fatto leggere ad una giornalista ridente, eternamente ridente. Nessun dubbio. Neanche sulla irrisorietà del compenso richiesto dalla Mc Kinsey: solo 25.000 euro mentre lo stipendio più basso pagato dalla Società ammonta a 120.000 euro. Non è forse sospetto? Nessun dubbio sul fatto che una società privata, con interessi nel campo della finanza e legata ad altri governi, legata a società transnazionali, metterà le mani e deciderà, di fatto, la destinazione dei soldi.
Nessun dubbio sulla conoscenza che questi “consulenti”, magari stranieri, avranno dei “fatti nostri” e che nostri dovevano rimanere.

Nessun dubbio da parte di chi, fino a due mesi fa, aveva massacrato Conte sulla “governance” del Recovery Plan, sull’utilizzo di tecnici. Chi aveva gridato l’allarme per il ritardo nella determinazione del piano. Chi aveva sottolineato l’importanza del ricorso al Parlamento. Insomma oggi va bene ciò che è oggettivamente peggio, di ciò che si attaccava e criticava ieri.

Un’ultima considerazione: il governo dei migliori, di migliore ha nulla. Draghi ha formato un pessimo governo, forse uno dei peggiori da sempre. Le misure sono fotocopia del governo precedente. Ci si aspettava qualcosa sull’impianto del Recovery Plan ed oggi ci accorgiamo che, non solo non c’è ancora nulla, ma che il Recovery ce lo deve fare una società di consulenza e che i tempi stringono. Se le cose continueranno così, il famoso futuro dei nostri figli, nipoti e pronipoti, lo vedo male. Ma siamo proprio sicuri che questo Draghi sia tutto ‘sto mostro? (a parte la faccia, sulla quale le discussioni rimangono aperte).
Stendiamo un ennesimo velo pietoso sulla qualità dei nostri giornalisti, al quale si aggiunge la pietà sullo stato della nostra democrazia.

#daltempioètutto

Giancarlo Selmi