Il giurassico Pd e l’alleanza riformista

Di Tommaso Merlo (Categoria: Attivisti):

La sfilata di poltronosauri che votano “no” è il migliore spot per il “sì”. Zombie giurassici che dopo aver devastato il paese ancora si aggirano per difendere inutili e costose poltrone di velluto rosso su cui se la sono spassata per una vita. Tra loro si registrano molti poltronosauri del Pd che sul taglio dei parlamentari si rimangiano la parola per l’ennesima volta. La loro non è solo arroganza, è anche gelosia che altri riescano dove loro hanno fallito. Il Pd voleva cambiare l’Italia ed invece del suo tormentoso passato si ricordano solo i perenni litigi, la sbornia neoliberista e una collezione di scandali impressionante. Un’esperienza politica fallimentare che sembrava destinata a spegnersi il 4 marzo. Ed invece dopo un anno di opposizione vergognosa in cui puntava all’implosione del Movimento, il Pd sta governando. Lo fa del tutto immeritatamente visto che le elezioni le ha perse, visto anni di lobbismo sciagurato, di riforme incostituzionali e di montagne di problemi irrisolti. Ma la storia e la paura di Salvini hanno voluto così. A quel punto era lecito attendersi che il Pd cogliesse questa opportunità per imparare dai suoi errori e cambiare. Ed invece sta prevalendo la solita presunzione e cocciutaggine dei suoi sempiterni poltronosauri. Alle regionali il Pd ha ricandidato i soliti presitorici bipedi ed ha avuto pure il coraggio d’incolpare il Movimento che si è tenuto alla larga. Coi loro amichetti dei giornali a rincarare la dose. Come se il Movimento dovesse vendere l’anima al diavolo per qualche poltrona regionale in più. Bruciandosi per sempre. Come vorrebbero in molti. In modo da riassorbirlo. In modo da riprendersi i voti della diaspora e tornare alla pacifica “normalità” partitocratica. Questo è il nodo politico. Il Pd è così altezzoso e miope da pretendere che sia una forza innovativa come il Movimento a piegarsi alle loro logiche giurassiche e alle idee di destra che si son bevuti. Ma un paese deve andare avanti, mica indietro. È il Pd che deve aggiornarsi ed adeguarsi ai tempi. Solo così potrà nascere l’alleanza riformista auspicata anche da Giuseppe Conte. Un’alleanza che sia all’altezza dell’oggi ed abbia sostanza e spinta politica. Tornare alla vecchia ammucchiata di centrosinistra o a qualche cartello di ulivista memoria col Movimento a fare da spalla al Pd significa la fine del Movimento e la fine di ogni speranza di cambiamento. Guai a cedere. Il tafazzismo autodistruttivo della fu sinistra ha già fatto danni incancolabili e va combattuto. Zingaretti doveva riportare il Pd perlomeno a sinistra, compito reso più facile dalla fuga dei renziani. Ed invece il Pd è fermo immobile, ostaggio dei soliti poltronosauri che blaterano di MES dalla mattina alla sera per celare la loro totale assenza di idee e slancio politico. È la solita vecchia storia. Il problema del Pd è il Pd. Ingessato da poltronasauri politicamente esausti che non vogliono il cambiamento perché per loro significherebbe l’estinzione e al di là della politica non hanno una vita. Il Pd è poi come al solito diviso al suo interno. Alla sua destra è ancora contaminato di renzismo che vorrebbe stroncare ogni rapporto col Movimento e allearsi con un fantomatico centro che esiste solo nelle loro fantasie perverse. Gli amichetti del Pd rintanati nei giornali rincarano la dose mettendo già la croce sul Movimento per una eventuale sconfitta alle regionali e per la mancata alleanza. Ma la responsabilità ricade tutta sul Pd. Sulla sua cronica incapacità di rinnovarsi e lasciare spazio alle nuove generazioni e quindi a nuove energie ed idee. Se non lo capiranno in fretta altro che arginare l’avanzata dei sovranisti, ne spianeranno la strada come hanno fatto per anni col berlusconismo. E quell’alleanza riformista auspicata anche da Giuseppe Conte non vedrà mai la luce.  

Tommaso Merlo



FONTE
: Tommaso Merlo