il diretto per Roma che non c’e’

  • Di Stefano Ragusa:

    Nella due giorni in abruzzo a sostegno di Sara Marcozzi, Di Battista e Di Maio dimostrano con un esempio di scuola, come si fa contro-informazione al media mainstream. I giornaloni pompano tutti i giorni il Tav con la narrativa del pil in recessione, colpa di M5S che blocca la Torino/Lione. Il racconto alternativo.

    Il video parte dalla stazione di Pescara, ore 14.30. Si avvicinano al bigliettaio.

    DI BATTISTA: “Buongiorno, a che ora parte il prossimo per Roma?”
    BIGLIETTAIO: “non c’è il diretto per Roma” (domanda retorica di Sara Marcozzi: come non c’è il diretto?)
    “No, dovete cambiare. Pescara-Sulmona/Sulmona-Avezzano/Avezzano Roma Tiburtina. Partenza 15,10 arrivo ore 20,53 – sono 5 ore e 45 minuti”
    DI MAIO: “Ci sono diretti in altri orari?”
    BIGLIETTAIO: “solo due corse dirette, la mattina alle 5 e alle 9”
    DI BATTISTA: “ti invogliano a prendere la macchina”
    BIGLIETTAIO: “la macchina o il pullman…”

    Ora immaginate se in RAI, sul Corriere di Cairo-alla-cena-di-Salvini oltre ai soliti servizi pro-Tav, le testate giornalistiche, i talk, affiancassero inviati che intervistano i pendolari su tratte di 100, 200 chilometri come la Pescara Roma col refrain “quei 20 miliardi sulla Torino Lione, potrebbero far partire decine di cantieri per l’ammodernamento di tutta la linea ferroviaria italiana con beneficio enorme per i pendolari, gli automobilisti e i cittadini che avrebbero strade meno trafficate e inquinate”. Si chiama PLURALISMO… dare voce all’altra campana. Com’è che in Rai ci accontentiamo delle intervistine del cazzo a Di Maio al tg1, tanto per farci contenti? Dov’è lo spazio alle idee alternative?? Pensate in Lombardia che chiude al traffico intere metropoli due o tre volte l’anno per la cappa di smog, una comunicazione del genere quanto sarebbe dirompente verso i partiti che sostengono un’opera inutile.

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