IL CAZZARO FURIOSO – prima parte.

La sensazione che ci stanno fottendo è forte, il tempo scorre, nell’attesa di una vaccinazione di massa, che ci tiene in ansia, con i numeri dei morti sempre lì a ricordarci che può toccare anche a noi, anche se a Novembre e Dicembre erano molti di più, fino a toccare 1500 morti al giorno, e le zone rosse non erano così tante come oggi, che i morti sono 300, sempre troppi, con un Recovery Plan uscito da ogni discussione pubblica, e finita nelle mani di poche illuminate formiche, che sapranno spenderli per noi, che siamo cicale del cazzo, e ne vogliamo fare tutti sussidi, torte gelato e palloncini colorati da mandare in cielo.
Nulla si sa di come saranno spesi, il silenzio è sceso catartico, in attesa di una vittima sacrificale, e mi sa che la vittima saranno sempre gli ultimi, ma loro diranno che il paradiso ci attende.

Bisognava fare in fretta, altrimenti saltava tutto, il piano doveva essere pronto già a fine Luglio 2020, il povero Conte usciva dall’acqua, chiamato da Mattarella, e correva con il costume da bagno a palazzo Chigi, ma non trovava nessuno dei ministri, e telefonava ai lidi di mezza Italia, per richiamarli a scrivere il Recovery Plan: “dove cazzo sei Di Maio, ti ho visto nelle foto mi sembri Calimero, ma quanto sole ti stai prendendo? Ma la Sardegna non era chiusa?”

E tra un Briatore incazzato e i contagi che tornavano a salire, si arrivava a Ottobre, e in televisione i volti scuri dei giornalisti tornavano a borbottare, anche la leghista Borgonzoni non perdonava: “anche l’Uganda ha già presentato il piano!”, qualcuno le faceva osservare che l’Uganda si trova in Africa, ma la Merlino lo stoppava con un calcio nei coglioni!
Tal donna, la Lucia Borgonzoni, oggi è sottosegretaria alla cultura!

Ma torniamo alla fretta di Mattarella, che minacciava tutti, mentre noi facevamo il Presepe: “dopo Natale, il piano dev’essere pronto: caxxo, caxxo!”
Nemmeno il tempo di digerire gli struffoli e finire il Presepe, per Conte anche la notte di Natale diventava un incubo: i servizi segreti avevano messo un piccolo altoparlante in Melchiorre, uno dei Re Magi, che gli ricordava fosse utile scrivere il Recovery in fretta!
A Conte gli cadevano le palle, quelle dell’albero di Natale, serviva a chiamare i ministri immediatamente: “che cazzo fate? Siete ancora a tavola? Brutti schifosi ritardatari, state guardano il Papa solo, solo a Piazza San Pietro? Vi sto aspettando a palazzo Chigi dalla vigilia!”

Intanto giornali e talk show allagavano di lacrime il Quirinale, Mattarella nuotava a stento, chiamava Tatteo Tenzi: “siete troppo lenti, bisogna accelerare sul recovery”, Tatteo rispondeva con la solita arguzia: “giusto presidente, i ricoveri stanno aumentando dobbiamo aspettare i vaccini!”
Lo sputo di Mattarella attraversava il telefono: “passami Berlusconi, che tu sei una grande perdita di tempo, togliti dai coglioni, coglione!”

Cosa si saranno mai detti Mattarella e Berlusconi? Mah, boh, mumble, mumble…
Tatteo Tenzi si sentiva offeso: “adesso ti faccio vedere io chi è il coglione, caro Mattarella”.
Il cazzaro furioso, radunava i suoi cavalieri, o meglio, le sue damigelle: “venite che vi devo parlare, mie dame”.
La prima a correre, oddio proprio a correre no, diciamo… la prima a trascinarsi da Tatteo, nemmeno va bene, la prima a rimbalzare da Tatteo, la Bellanova: “dimmi mio prode” – “che sei scema, ahahaha, non sono Prodi, ahahah, sono Tatteo”, Bellanova voleva piangere, ma si tratteneva: “dimmi mio tatteo, hai chiamato la tua damigella ed eccomi da te!” – “vuoi dire damigiana, ahahahah, me che ti sei mangiata la Bonetti con tutto il cappotto, ahahahah”.
Ancora la Bellanova sopportava senza muovere ciccia, ops, ciglia, e il tatteo preparava la trappola per Conte: “Stasera tu e la Bonetti dovete lasciare le poltrone, vi dovete dimettteereeeeeee! Si-può fa-re!”
I dentini si mostravano in tutta la loro schifosa rapacità, e le sputazzelle invadevano la Bellanova che ne faceva un unguento da spalmare: “sarà fatto o mio signore, altri comandi?” – “no, puoi andare mia damigia…, damigianella!” Questo, mentre Ludovico Ariosto si rigirava nella tomba, avrebbe voluto scrivere “il cazzaro furioso” ma anche oltre le nuvole ci sono giornalisti prezzolati e nulla arrivava ai santi, tranne a San Gennaro che non scioglieva il sangue: “fottetevi, il 2021 sarà peggio del 2020!”

Siamo a Marzo 2021, del Recovery manco l’ombra, c’era tempo per una grattata di palle, andare dal barbiere, finire il presepe, e le vaccinazioni, ma Conte veniva cacciato in malo modo, ad oggi dei ristori nemmeno il sapore, del Mes, anche dalle bottiglie di Vermout veniva cancellato il nome, rimane solo Punt…!
Cosa sarà successo nei palazzoni?
Alla prossima puntata…

Bruno Fusco