Il carnevale sindacale

I sindacati hanno festeggiato carnevale in anticipo quest’anno. Sono scesi in piazza contro un governo che sta aiutando i poveri cristi dopo decenni di salassi. Re indiscusso dell’edizione 2019 è stato Landini, fresco d’incoronazione Cgil e fresco di giravolta sulla TAV. La sfilata si è snodata tra le vie di Roma in un clima festoso e goliardico. A livello di maschere quest’anno ha prevalso la tradizione. C’erano quelle del sindacalista che finge di soffrire per i più sfortunati. Quelle del sindacalista finto povero e in attesa della pensione d’oro. Quelle del sindacalista col posto fisso che finge di struggersi per i precari e tanti comunisti di professione. Certo, come in ogni carnevale era anche pieno di musi lunghi. Erano tutti gli impiegati del sindacato costretti controvoglia a farsi uno sfiancante viaggio in pullman fino a Roma per l’ennesima pagliacciata. Ma almeno il pranzo al sacco era offerto e brillava il sole. Tra le novità del 2019 si registra la sfilata unitaria dei carri allegorici di Cgil, Cisl e Uil che di solito festeggiano ognuno per i fatti propri. La riunificazione delle sigle sindacali è del resto sempre stata uno scherzo. Di cattivo gusto.  E visto che ormai in Italia il numero delle sigle è più alto degli iscritti, si fiancheggiano per sopravvivere. La loro specialità. Quando si tratta di difendere proprie poltrone e mangiatoie i sindacati italiani si sono sempre dimostrati dei guerrieri invincibili al limite dell’eroico. È quando devono difendere gli interessi degli altri che fanno pena. Questo perché vanno a singhiozzo. Se governano i loro amici dormono, se governano i loro nemici si svegliano. E i nemici per loro sono quelli che osano toccargli i privilegi come le pensioni d’oro o che gli sbattono in faccia la loro inadeguatezza e i loro tradimenti. Proprio come sta facendo il nuovo governo gialloverde. Il tema del carnevale sindacale 2019 non poteva che essere questo: serrare le file contro un governo che oltre ad essere fascista e razzista e sticazzista, è molto pericoloso, già, per loro però. Un pericolo a cui Re Landini ordina di rispondere in due mosse. La prima è quella di negare e rimuovere il passato e il fatto che negli ultimi anni i sindacati hanno girato la testa dall’altra parte mentre i loro amichetti del vecchio regime massacravano i diritti dei lavoratori e dei pensionati. La seconda mossa è quella di scagliarsi contro un governo che oggi cerca di far qualcosa per i poveri cristi che loro hanno tradito. Un carnevale davvero divertente. Landini attacca il governo addirittura sul reddito di cittadinanza e su quota cento che tentano di mettere una pezza alle emergenze sociali scoppiate anche per la loro inerzia e ipocrisia. Roba davvero da scompisciarsi dalle risate. Sindacati che se la prendono con chi soccorre i poveri cristi dopo anni in cui la politica si è piegata agli interessi di lobby e potentati.  Ghignate a crepapelle. Re Landini sbraita e si sbraccia come un attore consumato. Denuncia il bicchiere mezzo vuoto, cerca il pelo nell’uomo e soprattutto paventa ricette magiche con soldi che vede solo lui. Ma è carnevale e tutto vale. Evviva la leggerezza, evviva le sciocchezze che per le cose serie ci sarà tempo domani. E così il corteo sfuma tra caste sindacali rinvigorite dalla folla e musi lunghi per un giorno di riposo buttato via. Ad attendere l’allegra brigata un gelido bagno di realismo. Il vento del cambiamento impazza e i sindacati hanno perso ogni credibilità. O riescono a tenere il passo riformandosi dalle fondamenta, oppure andranno avanti a celebrare patetici carnevali fino al giorno della loro scomparsa.

Tommaso Merlo

http://www.tommasomerlo.com

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