Due pesi e due misure.

Draghi è in ritardo sul Recovery Plan e rischia di saltare la scadenza del 30 aprile.

A gennaio l’Italia era prima per vaccinazioni davanti a Francia, Spagna e Germania. Ora è quarta.

Recovery Plan e vaccinazioni dovevano sancire il cambio di passo tra vecchio e nuovo governo. A oggi, in tutta onestà, non mi pare.

E nel frattempo, con una fregola pericolosissima, il governo aprirà (quasi) tutto dal 26 aprile nelle regioni gialle, anche se i numeri indurrebbero ad aspettare quantomeno un mese prima di questa fuga in avanti.

Una fuga in avanti che rischiamo di pagare carissima.

Ora immaginate se tutte queste scelte, e tutti questi ritardi, li avesse fatti Conte e non Draghi. Come minimo, Salvini, Demolition Man e tutta la stampa a loro vicina lo avrebbe fucilato. In pubblica piazza. Con diretta televisiva e dibattiti annessi.

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Andrea Scanzi