I PONTI ITALIANI CROLLERANNO PRIMA DELL’EURO?

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Ponte morandi

Io sono convinto che il possibile cedimento strutturale dei ponti costruiti negli anni 60 e 70 sia dovuto ai tipi di materiali, controlli e collaudi (scarsi se paragonati a quelli di oggi), alle impostazioni e procedure di calcolo (oggi molto evolute grazie all’informatica), alle regole di progettazione (oggi più restrittive) in uso a quei tempi.

Questo vale per gli edifici.

L’argomento è complesso.

Quello che posso dire è che i ponti degli anni sessanta costruiti in cemento armato precompresso, trascorsi 50 anni, anche per una maggiore esposizione alle intemperie atmosferiche (esempio area salmastra) e alle sollecitazioni del traffico di mezzi oggi ancora più pesanti e veloci, sarebbe meglio ricostruirli con nuovi materiali (esempio acciaio Corten), con le nuove procedure di calcolo e di controllo, che garantiscono una maggiore durata (un centinaio di anni) e resistenza alle sollecitazioni sismiche.

MA CON IL NOSTRO DEBITO PUBBLICO DOBBIAMO RASSEGNARCI AD ASSISTERE AD ALTRI CROLLI.

IL PONTE MORANDI AGRIGENTO-VILLASETA QUANTO POTRA’ RESISTERE?

CHIARENZA CALOGERO



FONTE : Grotte 5 Stelle

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