I numeri di Giuseppe Conte

Il post di Giuseppe Conte a sostegno di Fedez e contro ogni censura ha superato i 560 MILA LIKE (piu’ di mezzo milione!), oltre 43 MILA COMMENTI e 40 MILA CONDIVISIONI.

Questi non sono numeri normali. Questi sono numeri pazzeschi, che solo Conte, tra tutti i politici esistenti, riesce ad ottenere. La gente lo ama perché è LIBERO, lui è stato fatto fuori dal suo incarico di Presidente del Consiglio – a proposito di censura – proprio dai servi del sistema. Ma è già tornato, anzi non è mai andato via per i milioni di italiani che lo stimano.

Conte ha parlato chiaramente di riforma rai, sostenendo e rilanciando la proposta di legge del MoVimento 5 Stelle che giace ferma in Parlamento, perché gli altri chiacchierano ma i fatti non li vogliono, e da solo il MoVimento non ha i numeri per farla approvare. Ma visto che tutti i partiti di centrosinistra si dichiarano contro la censura, è il momento giusto per agire (mentre col Conte 1 e la lega al governo, non si è riusciti affatto). Vediamo se avranno finalmente coraggio, sollecitati dal MoVimento e dal nostro Conte.

Claudia Cucuccio

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Di Giuseppe Conte:

“Questo è il momento giusto per riformare la Rai e sottrarla alle ingerenze della politica.
Buona parte delle forze politiche rappresentate in Parlamento appoggiano il Governo in carica e questo può agevolare un clima di confronto costruttivo e una convergenza su un progetto riformatore.

Tutte le forze devono concorrere a compiere l’unica, vera rivoluzione utile a migliorare, anzi a salvare, il servizio pubblico. Un servizio pubblico ormai intriso di decenni di prassi e abitudini che vanno rimosse. Un servizio pubblico ormai incrostato che ci obbliga a operare una coraggiosa ricostruzione. È una questione centrale, che riguarda la nostra democrazia.

La riforma del 2015 non si è rivelata adeguata. Io stesso devo ammettere di non essere riuscito, durante gli anni in cui sono stato al governo, a incidere sino al punto di promuovere una pur necessaria riforma.

Dobbiamo riconoscere tutti, senza ipocrisie, che non potranno essere nuovi nomi a salvare la Rai dagli antichi vizi. La nuova Rai deve sorgere su pilastri diversi. E la politica, con tutto il rispetto, deve restare fuori dalla porta.

Se non riformiamo a fondo la governance non realizzeremo mai le premesse per operare l’auspicata rivoluzione.

L’intervento più radicale impone di istituire una Fondazione che offra le necessarie garanzie di autorevolezza e pluralismo e diventi l’azionista di riferimento della Rai. Se non riusciamo a convergere su questa premessa che almeno
si discuta la proposta di legge del MoVimento 5 Stelle che è già sul tavolo, che prevede, tra le altre cose,
– l’impossibilità di far parte del cda della Rai per chi ha ricoperto incarichi politici e di governo negli anni precedenti;
– una prima selezione con avviso pubblico di Agcom e, tra gli idonei, l’individuazione tramite sorteggio;
– il divieto di rinnovo della carica;
– l’incompatibilità per i consiglieri con qualsiasi altro incarico pubblico o privato.

Misuriamoci subito su questo tema. Confrontiamoci con tutte le forze politiche su questo punto. Dobbiamo una risposta urgente. Agli italiani.”