I noisti e il resto d’Europa

Di Tommaso Merlo (Categoria: Attivisti):

C’è un argomento che lascia i noisti di stucco. Quando gli dici che si tratta semplicemente di allineare il parlamento italiano a quello delle altre democrazie europee. A quel punto brancolano nel buio. Balbettano. Eppure alla fine si tratta di questo. L’Italia è l’unica grande democrazia europea con quell’abnorme carrozzone parlamentare da mantenere. Delle due cose l’una. O siamo i più furbi noi. Oppure siamo i più fessi. A vedere dai risultati che quell’abnorme carrozzone ha prodotto, la seconda ipotesi è certamente la più plausibile. Nonostante infatti per decenni abbiamo ricoperto d’oro migliaia di presunti onorevoli, in cambio abbiamo ottenuto la peggiore politica continentale che ci ha fatto precipitare in fondo a tutte le classifiche. Perennemente fanalino di coda, perennemente sull’orlo del baratro. Legislature intere di chiacchiere a vanvera, trame criminogene e massoniche, personaggi da film trash horror, orde di fameliche sanguisughe in giacca e cravatta. Di tutto. Anni ed anni buttati via zavorrati da quell’abnorme e costoso carrozzone mentre le altre democrazie europee correvano snelle verso la modernità. Ma l’Europa serve proprio a questo. A confrontarci con le altre democrazie e condividere il meglio. I noisti dovranno farsene una ragione. Ben presto toccherà agli stipendi dei presunti onorevoli e alle buone pratiche di trasparenza e legalità su cui i nostri partner europei sono ancora avanti anni luce rispetto a noi. La sparuta tribù di noisti è zeppa di gente che non vede al di là del proprio naso e quindi figurarsi al di là delle Alpi, ma vi sono anche tanti alfieri del celeberrimo autolesionismo italico. E cioè l’odio verso il nemico, i propri interessi e i paraocchi ideologici che vengono prima perfino dell’interesse generale e delle cose intelligenti da fare. Tra i noisti che in questi giorni pontificano dai media delle lobby spiccano i noisti con la puzza sotto il naso. Tromboni, trombati e trombosi che siccome la maggioranza dei cittadini è per il “sì” allora loro si ritraggono schizzinosi arrampicandosi sugli specchi. Il quesito referendario non c’entra nulla. Lo fanno ogni volta. Lo fanno per distinguersi dalla plebaglia rozza. Lo fanno per ribadire la loro superiorità intellettuale e di rango. Parrucconi e parrucchini di ogni fattura. Profeti e illuminati. Con cotanta sapienza e saggezza in giro non si capisce proprio come il nostro paese sia finito per decenni vittima della peggiore classe dirigente del continente e in fondo a tutte le classifiche possibili. Senza parlare di quell’abnorme e costoso carrozzone parlamentare in cui generazioni di presunti onorevoli si sono arricchiti a dismisura alla faccia dei contribuenti. Davvero un mistero. Nel frattempo il referendum si avvicina. I noisti altolocati pontificano dai media delle lobby mentre i sondaggi fanno ben sperare. Se passerà il sacrosanto taglio, i cittadini italiani si confermeranno l’unica speranza che la democrazia italiana possa finalmente raggiungere quelle europee.

Tommaso Merlo



FONTE
: Tommaso Merlo