I ministri del governo Draghi lamentano: “Il testo sta cambiando e noi siamo all’oscuro”.

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“Il testo sta cambiando e noi siamo all’oscuro”.
Questa è la voce più ricorrente tra i ministri mentre ragionano, tra una convocazione e una sconvocazione, sul piano dei 209 miliardi di fondi europei.
In questi mugugni c’è tutta la pesantezza di una situazione estremamente grave che vede il Parlamento e i cittadini esclusi dalle decisioni e i ministri ridotti al ruolo delle belle statuine.

Draghi e poche sue figure di riferimento nel governo decidono mentre gli altri fingono di azzuffarsi su alcune bandierine, per le quali, peraltro, strappano promesse ma poca sostanza.

Non toccano palla sulle parti più importanti del piano come, ad esempio, gli investimenti e le famose riforme. Parliamo di giustizia, fisco, pubblica amministrazione, pensioni. Praticamente la vita dei cittadini.

Ovviamente, non toccano palla perché Draghi non vuole che giochino, li tiene là per fare da figuranti. D’altronde, entrerebbero in campo le troppe differenze tra tutti i partiti che bloccherebbero i giochi. Meglio che stiano fermi e si dedichino a post accomodanti per i propri elettori con tanto di carta e penna alla mano come se fossero loro a scrivere qualcosa.

La verità è che a scrivere c’è solo Draghi e agli altri non è dato neanche leggere. Di questa gravissima situazione ha responsabilità la politica che ha scelto le ammucchiate senza ruoli chiari tra maggioranza e opposizione.
Buon 25 aprile.


Barbara Lezzi