I GIOVANI SONO IL PILASTRO DELL’ITALIA

La risoluzione votata oggi dal Senato chiede di modulare a favore dei giovani gli interventi del Pnrr, aumentando le risorse ad esempio per sostenere il loro inserimento nel mondo del lavoro. Condivide questa proposta?

Ovviamente, l’occupazione giovanile è un tema centrale, se non fosse anche una pericolosa criticità sarebbe quasi banale parlarne. Ma la risoluzione richiede anche di specificare la strategia e i provvedimenti “trasversali” rivolti ai giovani. Credo che questo sia un punto focale del Piano che dovrebbe vedere il Ministro delle politiche giovanili coordinatore dei progetti e degli interventi che interessano direttamente le nuove generazioni. Auspico che la forza della trasversalità di una delega di questo tipo non si trasformi paradossalmente in una debolezza sul PNRR.

Quali misure andrebbero potenziate in modo specifico per i giovani?

Lavoro, impresa, casa, volti a garantire opportunità di emancipazione, crescita, ed autonomia dei giovani. Offrire strumenti semplici e diretti, facilmente accessibili: un grande Fondo per il credito ai giovani, a gestione unificata, dedicato all’acquisto di immobili, non solo a uso abitativo; all’avvio di impresa; alla realizzazione di prototipi e allo sviluppo di brevetti; all’investimento in formazione specialistica, imprenditoriale e professionale. Un sistema omogeneo a livello nazionale di certificazione di competenze per far sì che i giovani abbiano “le carte in regola” a seguito delle svariate esperienze lavorative, sociali, formative, etc. Un piano combinato di decontribuzione/defiscalizzazione per i neoassunti che preveda meno costi per i datori di lavoro e una busta paga più pesante per i giovani lavoratori. Una dote lavoro-impresa assegnabile già a partire dai 16 anni per contrastare l’abbandono scolastico e allineare il percorso di formazione con le esigenze del mercato del lavoro. Disseminare il territorio di innovation hub rivolti ai giovani quali catalizzatori di creatività, talenti e professionalità; incubatori che possano mettere insieme, secondo le esigenze di ciascun territorio, associazioni di categoria, imprese, università, scuole per la crescita e lo sviluppo condivisi delle comunità locali e delle ragazze e dei ragazzi tra i 14 e i 25 anni d’età.

Nell’attuale Pnrr non c’è nessuna risorsa allocata in modo specifico per favorire l’autoimpiego o l’imprenditorialità dei giovani. Ritiene occorra una dotazione specifica?

Io penso una cosa molto semplice: se ci sono misure dedicate ai giovani queste devono essere individuate e individuabili in maniera chiara e netta, e devono essere anche narrate adeguatamente, al di là delle prerogative e delle lecite aspettative di questo o di quell’ufficio ministeriale. Sia chiaro, qui non servono venditori di pentole ma le misure e gli interventi per le nuove generazioni, come dice il Parlamento, devono essere descritti puntualmente e credo che, una volta fatto questo, il Governo debba comunicarlo in maniera omogenea, efficace, univoca così da permettere ai diretti interessati la massima accessibilità e la totale informazione.

È d’accordo con quanto proposto dall’intergruppo di 57 parlamentari di Camera e Senato sulla necessità di creare un pilastro specifico sui giovani?

Sarebbe la soluzione più auspicabile per le ragioni di cui dicevo prima. Non dobbiamo sottovalutare l’effetto di una collocazione specifica delle misure nel Piano, non solo dal punto di vista finanziario: individuare le risorse e poterne dare una quantificazione esatta e chiara è importantissimo, ma anche e soprattutto dal punto di vista istituzionale e gestionale: sapere chi è responsabile e in che misura dell’attuazione di certe misure rivolte a quasi 13,5 milioni di giovani in Italia darebbe un segnale di attenzione mai dato finora.



Di Fabiana Dadone:

FONTE : Fabiana Dadone