Giuseppe Conte risponde all’articolo sul quotidiano “Domani” dal titolo “Gli affari segreti di Conte”.

Gentile dott. Fittipaldi, ho letto questa mattina l’articolo che mi ha dedicato sul quotidiano “Domani” dal titolo “Gli affari segreti di Conte”. Questo titolo e vari passaggi interni dell’articolo sono palesemente diffamatori.

Già dal titolo, a ben guardare, Lei tradisce una concezione davvero “singolare” della professione di avvocato. Un avvocato civilista, che è la professione che ho svolto prima di diventare Presidente del Consiglio, non fa affari, tantomeno segreti. Un avvocato civilista svolge attività professionale: difende i clienti nei processi e fornisce consulenze e pareri legali, rispettando – è un preciso e rigoroso dovere imposto dal codice deontologico forense – la riservatezza dei propri assistiti. Gli “affari” – ostentati o segreti non spetta me dirlo – li concludono gli imprenditori, come ad esempio il Suo datore di lavoro, ing. De Benedetti. Quanto a quest’ultimo, da Presidente del Consiglio non mi sono mai concesso il piacere di incontrarlo privatamente, pur sollecitato varie volte a farlo. Ma come Lei sa mi sono dovuto dedicare a tempo pieno ai bisogni del popolo, della gente comune, di quei cittadini – per intenderci – che non hanno santi protettori sulla terra e che, ancor più con la sopravvenuta pandemia, si sono ritrovati a vivere in condizioni di forte sofferenza. Di questa rinuncia, peraltro, l’ing. De Benedetti mi sta ripagando amabilmente, ragionando di me – in tutte le occasioni pubbliche che gli sono offerte – con pertinace livore.

Nel Suo articolo scrive, tra le altre cose: “𝘎𝘭𝘪 𝘢𝘧𝘧𝘢𝘳𝘪 𝘴𝘦𝘨𝘳𝘦𝘵𝘪 𝘥𝘪 𝘊𝘰𝘯𝘵𝘦 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘲𝘶𝘦𝘭𝘭𝘪 𝘥𝘪 𝘶𝘯 𝘢𝘷𝘷𝘰𝘤𝘢𝘵𝘰 𝘥’𝘢𝘧𝘧𝘢𝘳𝘪 𝘥𝘪 𝘴𝘶𝘤𝘤𝘦𝘴𝘴𝘰, 𝘱𝘳𝘰𝘣𝘢𝘣𝘪𝘭𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘭𝘦𝘤𝘪𝘵𝘪, 𝘮𝘢 𝘪 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘰𝘳𝘵𝘢𝘮𝘦𝘯𝘵𝘪 𝘦 𝘭𝘦 𝘳𝘦𝘭𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘯𝘰𝘯 𝘴𝘦𝘮𝘣𝘳𝘢𝘯𝘰 𝘴𝘰𝘮𝘪𝘨𝘭𝘪𝘢𝘳𝘦 𝘮𝘰𝘭𝘵𝘰 𝘢 𝘲𝘶𝘦𝘭𝘭𝘪 𝘥𝘦𝘭𝘭’𝘩𝘰𝘮𝘰 𝘯𝘰𝘷𝘶𝘴 𝘴𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘮𝘢𝘤𝘤𝘩𝘪𝘢 𝘥𝘦𝘴𝘤𝘳𝘪𝘵𝘵𝘰 𝘥𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘱𝘳𝘰𝘱𝘢𝘨𝘢𝘯𝘥𝘢 𝘥𝘦𝘭 𝘔𝘰𝘷𝘪𝘮𝘦𝘯𝘵𝘰 5 𝘚𝘵𝘦𝘭𝘭𝘦. 𝘘𝘶𝘦𝘴𝘵𝘰 𝘴𝘦𝘯𝘻𝘢 𝘤𝘰𝘯𝘴𝘪𝘥𝘦𝘳𝘢𝘳𝘦 𝘭𝘦 𝘥𝘪𝘤𝘩𝘪𝘢𝘳𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘪 𝘥𝘪 𝘈𝘮𝘢𝘳𝘢 𝘤𝘩𝘦, 𝘧𝘰𝘴𝘴𝘦𝘳𝘰 𝘤𝘰𝘯𝘧𝘦𝘳𝘮𝘢𝘵𝘪 𝘪 𝘧𝘢𝘵𝘵𝘪 𝘳𝘢𝘤𝘤𝘰𝘯𝘵𝘢𝘵𝘪, 𝘱𝘰𝘳𝘵𝘦𝘳𝘦𝘣𝘣𝘦 𝘭𝘢 𝘷𝘪𝘤𝘦𝘯𝘥𝘢 𝘴𝘶 𝘶𝘯 𝘱𝘪𝘢𝘯𝘰 𝘥𝘪𝘷𝘦𝘳𝘴𝘰 𝘦 𝘱𝘪𝘶̀ 𝘴𝘤𝘪𝘷𝘰𝘭𝘰𝘴𝘰”.

Caro Fittipaldi, questa mia attività professionale non è stata “probabilmente lecita”, come finge di concedermi. È stata pienamente lecita. Corretta e trasparente.
Già ieri, nel corso di una conversazione telefonica, le ho chiarito che non ho mai avuto rapporti personali né professionali con l’avv. Piero Amara, della cui esistenza ho appreso leggendo le cronache dei giornali.

Escluderei inoltre che il mio nome come professionista possa essere stato suggerito dall’avv. Michele Vietti, per la semplice ragione che non ho mai avuto rapporti personali o professionali neppure con lui. Fermo restando che sapevo chi era in ragione dei suoi impegni politici e del suo incarico come Vice-Presidente del CSM.

Quanto al contenuto degli incarichi professionali, nulla di segreto. Quando il Gruppo Acqua Marcia è entrato in tensione finanziaria a seguito dell’arresto di Francesco Bellavista Caltagirone (neanche lui mai conosciuto o incontrato), mi è stato chiesto di redigere all’incirca 300 pareri legali per certificare lo stato di tutti i contenziosi giudiziali e di tutte le vertenze extragiudiziali che riguardavano le varie società del Gruppo. Questi pareri legali, che hanno richiesto un impegno professionale particolarmente intenso, sono stati necessari per valutare, più puntualmente, le potenziali poste attive e passive delle società al fine di presentare un concordato preventivo che fosse rispondente alle effettive condizioni economico-finanziarie del Gruppo. I relativi compensi professionali, peraltro, a conferma della limpidezza dell’incarico, sono passati al vaglio e mi sono stati liquidati dai vari Commissari giudiziari nominati dal Tribunale fallimentare di Roma, in relazione alle varie società ammesse al concordato.

Quanto al secondo incarico professionale di cui si fa cenno nell’articolo, trattasi di un incarico di consulenza legale in relazione a una complessa operazione finanziaria di cartolarizzazione che ha riguardato la società GHMS, che era proprietaria dell’hotel Molino Stucky di Venezia. Questo secondo incarico, che pure riguarda una società del Gruppo Acqua Marcia, risale ad alcuni anni dopo (al 2015, mentre i pareri legali di cui sopra risalgono al 2012/2013). Per questo secondo incarico ho avuto accesso, al pari di tutti gli altri professionisti, a tutta la completa documentazione e, quindi, a tutte le pertinenti informazioni che sono state messe a disposizione (nella c.d. data room) di tutti i soggetti (anche molti fondi stranieri) che hanno mostrato interesse per l’operazione.

Cordialmente,
Giuseppe Conte