Giuseppe Conte è essenziale per realizzare gli ideali del movimento.

Ho motivato in un commento di qualche tempo fa le ragioni per le quali mi sembrava fantastico che quegli ideali in cui generazioni di donne e uomini convinti che potesse esserci una democrazia veramente partecipata con strumenti moderni, che offrisse opportunità a tutti, che non lasciasse indietro nessuno, che fosse inflessibile sulla tutela della legalità, della lotta alle mafie, della difesa dei più deboli, dei giovani e dei lavoratori fosse stata realizzata da un Movimento di cittadini partito dal basso.

Mi sembrava straordinario che quella “rivoluzione” che da troppi anni avevo visto solo enunciata a parole dai Partiti della sinistra fosse stata realizzata da un Movimento riuscito nell’utopia di scuotere le coscienze di un Paese e portare milioni di donne e uomini a credere nel cambiamento ed attribuirgli un consenso elettorale mai ipotizzabile.
Ma, nello stesso commento, avvertivo che dal momento in cui nasceva il governo della speranza, guidato da un uomo dalle straordinarie qualità umane e politiche, Giuseppe Conte , sarebbe stato necessario un grande sforzo per resistere alla inevitabile “reazione” della politica vecchia maniera, quella che per anni si è autoproclamata ed autopromossa e che per anni ha occupato tutti i gangli burocratici del Paese, quelli che sono in grado di sabotare o svuotare anche le migliori riforma.

Abbiamo avuto la capacità (ennesimo miracolo) di scegliere un Presidente del Consiglio al di fuori degli schieramenti, di scommettere sulle sue capacità politiche – quelle professionali essendo già note – e sulla sua personalità: il tempo ha dimostrato quanto quella scelta fosse stata veramente illuminata.

Giuseppe Conte ha dimostrato di essere un vero leader, capace di far approvare una serie di leggi che costituivano la ragione stessa dell’affermazione elettorale del 2018 (reddito di cittadinanza, lotta all’evasione fiscale, legge spazza-corrotti, legge contro la prescrizione, codice rosso ecc. solo per fare degli esempi) e, soprattutto, capace di guidare, senza incertezze, con umanità e competenza, il nostro Paese nel momento più duro dell’epidemia globale, quello che ci ha lasciato attoniti davanti alle bare ed ha cambiato, forse per sempre, persino il nostro stile di vita.

Ma Giuseppe Conte ha mostrato anche che per potersi confrontare con gli altri leader (non quelli dei partitucoli italiani) ma quelli europei e mondiali occorre credibilità competenza e professionalità: il risultato incredibile del Recovery Found ottenuto dall’Europa dopo una durissima mediazione lo dimostra ampiamente.

Ora, inspiegabilmente, il Garante del Movimento, ha deciso che di Conte si può fare a meno.
Non sono d’accordo: Conte è in questo momento, con buona pace di Beppe Grillo, la personificazione dei successi dei 5stelle e della capacità di questo movimento di “realizzare”, e non solo di “enunciare” le utopie che lo animano.
Conte è colui che per queste ragioni convince anche l’elettorato che nel 2018 ha votato i 5stelle perché “contro” un sistema e che, forse, non voterà più “contro” ma “per” – per un programma, per le riforme, per la legalità, per una giustizia efficiente, per una reale lotta alle disuguaglianze- che la celebre frase “Yes, We can” che è stato lo slogan di Obama non è uno slogan, ma una concreta possibilità.

Come ha fatto nella legislatura caduta per i soliti “noti”, Conte ha dimostrato che il suo Governo ha realizzato obiettivi ed iniziato riforme impensabili. Ecco perché Giuseppe Conte è essenziale alla speranza di realizzare questa “rivoluzione” di cui ho parlato all’inizio. Senza di lui le speranze corrono il rischio di essere nuovamente deluse. #iostoconConte

Francesco Mandoi