Giornalisti datevi una regolata. Quando capirete che le fake news non sono un gioco?

Giornalisti datevi una regolata. Quando capirete che le fake news non sono un gioco?

Le immagini che arrivano da Washington sono a dir poco scioccanti.

I sostenitori di Donald Trump hanno sfondato le barricate della polizia e sono riusciti a entrare al Congresso, dove era in corso la ratifica della nomina di Joe Biden come nuovo Presidente degli Stati Uniti.

Questi sono i risultati di chi fomenta la rabbia con assurde fake news, e a nulla valgono le parole di retromarcia pronunciate da Trump a posteriori: il danno, ormai, è fatto.

Un fatto GRAVISSIMO, che non può avere la minima giustificazione!

Quando capirete che le fake news non sono un gioco?

Quando capirete che i complottisti non sono solo una piccola e rumorosa minoranza di idioti innocui?

Quando capirete che mentre in tv parlate di massimi sistemi sui social milioni di cittadini vengono sottoposti a un lavaggio del cervello che li getta in una realtà parallela i cui effetti però si riverberano sul mondo reale, sarà sempre ora?

Questi non sono pazzi spuntati per caso solo ora, nell’era delle fake news.

Questa è gente davvero convinta (li avete mai sentiti parlare?) che Biden abbia truccato le elezioni e che chiunque, anche repubblicani, che dicano il contrario sono complici.

Questa è gente davvero convinta (sapete cos’è Q-Anon?) che Hilary Clinton, Biden, Obama, Byonce, Madonna, Lady Gaga siano i componenti di una setta che comanda il mondo, rapisce i bambini, li stupra e ne beve il sangue per rimanere giovani.
Non è uno scherzo. Lo credono davvero.

E questa non è colpa solo di Trump che ha alimentato e sfruttato tutta questa follia. E i cui frutti ora vediamo.
Questa è colpa di una informazione che da anni lascia ai politici dire tutte le più assurde menzogne senza battere ciglio, che non li inchioda davanti alle proprie fake news, che considera queste ultime come semplice folklore.
Mentre a milioni, sui social, vengono imbottigliati dagli algoritmi in bolle in cui la realtà resta fuori e in cui si imboccanl a vicenda con complotti che nelle loro teste diventano realtà e li trasformano in pazzi criminali pronti ad assaltare perfino il Congresso.

Perché noi crediamo che sia tutto un gioco. Ma loro no.

Loro ci credono sul serio al complotto del voto, al complotto della setta satanica, a quello del virus, a quello del vaccino, e così via.

Io non spero solo che Trump, dopo questo, sia almeno cacciato a calci in culo dal Paese o incriminato.
Ma che ovunque, anche in Italia, qualcuno inizi a darsi una regolata. A partire dai giornalisti. Che o iniziano a fare il proprio mestiere o questa roba qui cominceremo a vederla sempre più spesso.
E ovunque.

Emilio Mola