giornali e televisioni, ovvero giornalisti a libro paga di qualcuno

giornali e televisioni, ovvero giornalisti a libro paga di qualcuno

Non saprei dire se mi fa più schifo il dibattito sul Presidente dell’INPS Tridico, o il silenzio sugli stipendi da fame di milioni di italiani, tuttavia (parola orrenda) il merito deve essere premiato e, per quanto io ne possa capire di cose burocratiche, ritengo che Tridico abbia fatto un lavoro superlativo, dovendo rimettere in sesto un istituto come l’INPS, accorpato all’INPDAP, che fino a qualche anno fa funzionava di merda, portandolo nell’era digitale in un periodo infernale come quello che stiamo vivendo, milioni di richieste da gestire in pochi mesi, e se qualche furbetto è sfuggito nulla di nuovo sotto il cielo d’Italia, è sempre stato il Paese dei furbetti e, da Treu a Mastropasqua, con stipendi di due milioni di euro l’anno, senza contare le miriade di poltrone che occupavano contemporaneamente a quella dell’INPS, fino a Boeri, un milione e duecentomila euro all’anno, mai nessuno si è lamentato di questi boiardi di Stato, ramificati fin dentro l’anima con i poteri più oscuri.

La questione su Tridico è palesemente falsa, e nasce solo per colpire il governo, nient’altro.

Non sarà certo io a difendere chi si sa difendere da solo, ma sarebbe il caso di agire di denuncia verso chi ha scritto il falso, ormai, giornali e televisioni, ovvero, i giornalisti che ci campano, sono sempre stati a libro paga di qualcuno, tranne in quello delle stelle, e trovo assurdo che il conflitto d’interessi non sia ancora all’ordine del giorno, sarebbe un bel passo avanti se lo proponesse il PD, magari la svolta che Zingaretti auspica da tanto potrebbe iniziare proprio da qui.

E alla fine scopri che i compensi dei Presidenti dell’INPS, dell’INAIL e dei componenti dei loro CDA, avvengono sulla base di una Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 gennaio 2001, governo Amato – (25 aprile 2000 – 11 giugno 2001), Ulivo – PDCI – UDEUR – INDIPENDENTI, direttiva che detta le regole che stabiliscono i compensi di TUTTE le Amministrazioni pubbliche. Scoprendo anche che tali regole, in realtà, avrebbero restituito al Presidenti di cui sopra un compenso molto più elevato, pari a 240 mila euri, spettante ai dirigenti centrali dell’Inps e aii vertici di amministrazioni simili. Scoprendo così che, con il decreto interministeriale del 7 agosto 2020 i Ministeri vigilanti, Ministro del Lavoro e del Ministro dell’Economia, intervengono per ridurre i compensi derivanti dall’applicazione di tali regole, passati da 240 mila a 150mila euro per il Presidente, a 40mila euro per il Vice Presidente e a 23mila euro per ognuno dei componenti del Cda.

E, come se non bastasse, scopri che, ma questo lo sapevamo già, che in Italia l’informazione è una prostituta intellettuale (mi scuso con quelle povere donne) al soldo di potentati finanziari, legalizzati e non, che con la politica/soldi pubblici campano da decenni e ai quali, l’arrivo del M5S, ha rotto le uova nel paniere.

Bruno Fusco
e
Giangiuseppe Gattuso