Gianluca Vacca dopo le comunicazioni del presidente del Consiglio dei ministri Mario Draghi

Grazie Presidente
Presidente Draghi,
Inizio subito con il dire che sono favorevolmente colpito dalle sue parole di questi giorni; lei hai subito parlato di centralità dei giovani e della formazione, ha subito mostrato una grande attenzione per il mondo della scuola, per il prezzo che le generazioni future rischiano di pagare a causa delle misure per affrontare la pandemia. Alcune sicuramente necessarie, altre ahimè no perché dovute alle scelte di alcuni presidenti di regione che hanno deciso, spesso con toni anche sprezzanti, di sacrificare il diritto all’istruzione dei nostri figli. E questo nonostante l’ex ministra Azzolina e tutto il governo precedente, al quale va la nostra riconoscenza, abbiano fatto tutto il possibile, anche in termini di risorse, per far sì che le scuole fossero le ultime a chiudere e le prime a riaprire. Eppure non è stato possibile garantire omogeneità in tutta Italia: ogni studente ha subìto dei danni per il ricorso necessario alla didattica a distanza, ma alcuni hanno subìto di più e continuano a farlo. Oggi c’è una generazione che ci chiede aiuto, perché rischia di crescere con gravi gap formativi e disagi psicologici dovuti alla mancanza di socialità di questi mesi. Far tornare i ragazzi in classe e aiutarli a recuperare le lacune non è un’impresa impossibile, è necessaria. È un imperativo. Lo ha ricordato benissimo anche lei.
Difendere il diritto all’istruzione, anche durante la pandemia, dando priorità alla scuola pubblica statale, è ciò su cui il Movimento 5 stelle lavora da sempre, e non abbiamo alcuna intenzione di distrarci da questo obiettivo.
Una seconda sfida poi sarà fare tesoro di quello che questa esperienza, per quanto terribile, ci ha dato di positivo, anche attraverso un’ottimale programmazione delle risorse del piano Next Generation EU: la spinta alla digitalizzazione, compresa la formazione per i docenti, l’innovazione come nuova modalità di guardare alla scuola, dalla didattica all’arredo, all’edilizia.
Dovremo essere bravi a trasformare provvedimenti necessari a contrastare la pandemia in patrimonio materiale e immateriale per rinnovare e innovare la scuola. E mi permetta di cogliere l’occasione per ringraziare docenti, assistenti e dirigenti per la professionalità e la dedizione che hanno mostrato in questi mesi difficili: un miglioramento del nostro sistema formativo deve necessariamente passare da una valorizzazione, professionale ed economica, di tutto il personale scolastico.
Bene Presidente il suo riferimento a quella che per troppo tempo, in Italia, è stata una cenerentola del sistema formativo: l’istruzione professionalizzante.
Un potenziamento di tutta la filiera, dagli istituti secondari al sistema terziario (lauree professionalizzanti e ITS), non è più rinviabile.
In ottica di lifelong learning, e in generale di apertura al territorio, anche le università dovranno giocare un ruolo sempre più attivo. Un obiettivo primario quando parliamo di università non può che essere l’aumento del numero di laureati: siamo ancora fanalino di coda, nonostante i dati incoraggianti degli ultimi anni. Dovremo continuare a incrementare il diritto allo studio, così come le risorse destinate ai nostri atenei. E andrà riformato l’accesso al ruolo, svecchiando il corpo docente più anziano d’Europa, riducendo il precariato universitario, incentivando mobilità e internazionalizzazione: la sfida sarà riuscire ad attrarre cervelli, e fare in modo che andare all’estero sia una scelta, non una necessità.
Come Lei ha ripetuto più volte, non può esserci futuro senza innovazione e ricerca. C’è il tema delle risorse e della scarsa spesa, anche privata, per Ricerca e Sviluppo. E c’è il tema Agenzia Nazionale della Ricerca: l’Italia è l’unico paese ancora a non avere un’Agenzia. Sarà fondamentale, dopo averne riformato la governance, renderla operativa quanto prima.
Presidente la Cultura è la nostra identità, la nostra eredità e il nostro futuro. Anche qua, come per la scuola, ci troviamo ad affrontare le nefaste conseguenze della pandemia, con un intero settore culturale in ginocchio.
Imprese, associazioni, enti, lavoratori più e meno tutelati, artisti; i cinema e i teatri ancora chiusi. Bisognerà necessariamente ripartire da qui, continuando a sostenerli, per poi accelerare sull’innovazione, ampliare l’accesso libero al patrimonio, e stimolare il lavoro creativo e il valore aggiunto dei servizi innovativi. E dopo i grandi attrattori, l’attenzione andrà rivolta al nostro patrimonio diffuso, ai piccoli borghi, come già previsto nel PNRR.
Mi permetta di concludere con lo Sport. Anche Lei, da runner, conosce l’importanza della pratica sportiva e il peso sociale ed economico di quel mondo. Per questo Presidente siamo rimasti molto sorpresi dall’assenza dello sport dalle deleghe governative. Come ben sa l’ex Ministro Spadafora, che ringraziamo per il lavoro svolto, c’è un mondo in profonda sofferenza
che pretende, a ragione, la massima attenzione, e c’è una riforma della governance da completare. Per questo chiediamo con forza di riammettere lo Sport a pieno titolo al Governo.
Presidente Draghi, il Paese ha ancora davanti a sé delle sfide cruciali, che possono essere vinte solo se si riconosce l’enorme valore dell’istruzione, della cultura, della formazione e della ricerca, e se si traduce questa visione in azioni, in interventi concreti.
Noi siamo determinati a farlo, come ieri e più di ieri.
Buon lavoro



Di Il blog di Gianluca Vacca:

FONTE : Il blog di Gianluca Vacca