Francia: la scomparsa dei colpevoli

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L’unico dato veramente interessante di questo primo turno delle presidenziali francesi è la scomparsa dalla scena dei partiti tradizionali. Zero socialisti, zero repubblicani.
I francesi hanno dato un messaggio chiaro che sembra far eco a tutto il resto del mondo: non ne possiamo più della politica di chi ha distrutto il nostro Paese, la nostra economia e il nostro benessere.
Questo significa che io veda nei due candidati al ballottaggio qualcosa di diverso dal passato? No. La loro storia parla chiaro e noi abbiamo veramente poco in comune col programma di Emmanuel Macron e Marine Le Pen. Nessuno di loro ha fatto entrare nelle istituzioni cittadini qualificati provenienti dalla società civile. Nessuno di loro si taglia lo stipendio. Nessuno di loro parla di limite dei due mandati. Nessuno di loro finanzia le PMI del suo Paese attraverso un fondo di microcredito.
Ma in politica conta anche la percezione di massa e, evidentemente, il popolo francese ha scelto di punire chi li ha traditi negli ultimi anni sostenendo misure come il Fiscal Compact, il pareggio di bilancio in costituzione, il taglio delle pensioni e l’austerity. Esattamente come PD, Forza Italia e Lega Nord in Italia.
Ora attendiamo il secondo turno consci che, chiunque vinca, sarà un interlocutore del M5S per il futuro dell’Unione Europea sperando che desideri, come noi, cambiarla per renderla più umana e non voglia ripetere gli errori commessi dai suoi predecessori, Sarkozy e Hollande. Il primo con la guerra in Libia nel 2011, quando la Francia si prese il petrolio lasciandoci le carrette dal mare. Il secondo con una nuova “francafrique” che ha trasformato il Paese in un bersaglio dei jihadisti mettendo in pericolo tutti i suoi vicini europei, Italia inclusa.
Parola ai francesi. Parola al popolo sovrano.



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