Fontana molla la cadrega

Di Tommaso Merlo (Categoria: Attivisti):

Hanno beccato Fontana col sorcio in bocca ma Salvini lo difende a spada tratta. Altro che sorcio, quella di Fontana sarebbe stata una donazione e dovremmo tutti ringraziare il buon cuore del governatore lombardo invece di chiedergli a gran voce di mollare la cadrega. Già, nel bel mezzo della pandemia Fontana e la sua famiglia hanno sentito l’esigenza morale di regalare mezzo milione di camici alla loro cara Regione Lombardia. Davvero un cuore d’oro. Se poi è scoppiato sto pasticcio e la loro nobile iniziativa benefica è andata in malora, la colpa è tutta dei giornalisti ficcanaso e soprattutto della giustizia ad orologeria. È questa la linea difensiva dei leghisti. Una congiura ordita da magistrati politicizzati che vogliono fermarli. Roba da far rivoltare Berlusconi nella tomba. In questo oscuro disegno giustizialista Attilio Fontana sarebbe un martire. Già, un martire pieno zeppo di danè. Pare infatti che la buonanima della mamma di Fontana gli abbia lasciato un’eredità a sei zeri. Milionate che hanno soggiornato beatamente in Svizzera prima che il buon Attilio le riportasse diligentemente in patria pulite e splendenti. Roba dar far rivoltare Berlusconi un’altra volta. Ma quello del governatore lombardo non è solo bontà sconfinata, è anche idealismo e spirito di sacrificio. Invece di starsene nel varesotto a giocare a golf ingozzandosi di caviale e bollicine, Fontana si è accollato le beghe dei suoi corregionali. Anni di duro lavoro a capo della regione culla del leghismo nonché emblema del buon governo delle destre nostrane. Una favola che rischia di finire senza lieto fine. Colpa di quello stramaledetto coronavirus che ha gettato Fontana e la sua giunta nel tritacarne mediatico per non parlare del loro supersonico sistema sanitario. Adesso ci si mettono pure ste storiacce di soldi. Si mette davvero male per il leghismo salviniano e il Capitone ha tutte le ragioni per esser furibondo. Ha lanciato una campagna elettorale che ritiene cruciale. Vuole vincere le regionali e sferrare la spallata decisiva all’odiato Conte. Vuole passare l’estate a scorrazzare per il Belpaese avvelenando il dibattito pubblico col suo ballismo propagandistico sempre più audace. Vuole sciacallare su ogni goccia nell’attesa che scoppi l’agognata tempesta autunnale. Vuole tornare ad essere considerato il Salvatore della Patria ed invertire la rotta di sondaggi che lo danno avvitato in una vertiginosa caduta. Salvini attribuiva il suo calo di consensi al lockdown che lo costringeva lontano dal popolo sovrano. Ma quanto ha potuto finalmente fiondarsi tra la folla si è beccato più che altro improperi e urlacci e i sondaggi si ostinano a punirlo. Non ci sono più le bolle mediatiche di una volta. Oggi non durano davvero niente e se continua così Salvini i pieni poteri se li scorda. Ormai le toghe rosse lo inseguono ovunque e le disavventure del governatore lombardo dal cuore d’oro sono sulla bocca di tutti. Se Attilio Fontana fosse stato un nemico Salvini ne avrebbe chiesto la crocifissione in Piazza Duomo. Ma Attilio è un amico e così Salvini cerca alibi ed invoca complotti politico-giudiziari. Non vogliono proprio lasciarlo riposare in pace Berlusconi. Del resto si sta mettendo davvero male per il leghismo salviniano. Con tutti sti scandali anche i leghisti superstiti potrebbero convincersi che la Lega non ha perso l’antico vizietto e che Fontana deve mollare la cadrega.

Tommaso Merlo



FONTE
: Tommaso Merlo