Finalmente un po’ di verità ristabilita

“Finalmente un po’ di verità ristabilita👏. L’Annunziata che diffamò Conte costretta a leggere in diretta la lettera di replica dell’ex premier, pena querela. Sipario! #Rai3 “

Michele Gubitosa:

Gli attacchi nei confronti del MoVimento 5 Stelle devono terminare. Oggi Conte ha messo nero su bianco che non accettiamo più nel servizio pubblico allusioni prive di fondamento
L’accostamento della grave vicenda Durigon alle consulenze dell’ex Presidente Conte, prima che arrivasse a Palazzo Chigi, fatta da parte dell’Annunziata senza un adeguato approfondimento, è stata gravemente lesiva e diffamatoria.
Paragonare due vicende che tra loro non hanno alcuna connessione, in cui Conte non ha fatto altro se non il proprio lavoro, è stato inaccettabile.

Ecco il video:

𝗟𝗮 𝗹𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗮 𝗱𝗶 Giuseppe Conte 𝗰𝗵𝗲 𝗟𝘂𝗰𝗶𝗮 𝗔𝗻𝗻𝘂𝗻𝘇𝗶𝗮𝘁𝗮 𝗲̀ 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗮 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝗲𝘁𝘁𝗮 𝗮 𝗹𝗲𝗴𝗴𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝗱𝗶𝗿𝗲𝘁𝘁𝗮 𝗮 𝗠𝗲𝘇𝘇’𝗢𝗿𝗮 𝗶𝗻 𝗽𝗶𝘂̀ (il video intero nel post precedente):
“Domenica scorsa, 16 maggio 2021, nel corso della trasmissione ‘Mezz’ora in piu, lei ha contestato all’intervistato Alessandro Di Battista le valutazioni espresse sul caso Durigon obiettando che quest’ultimo caso è paragonabile a una vicenda che mi riguarderebbe personalmente.
Di seguito riporto le sue dichiarazioni: ‘In queste stesse settimane è uscita una inchiesta che coinvolgeva l’ex premier Conte, questa inchiesta sulla partecipazione di Conte alla compravendita di un albergo a Venezia per cui che avrebbe, da una parte, fatto… insomma, questa storia delle consulenze di Conte che avrebbe preso soldi (da chi non è chiaro nell’audio) che avrebbe un conflitto d’interessi per cui da una parte, in qualche modo, del Consiglio…come consigliere della liquidazione dell’unità immobiliare’. Altro virgolettato: ‘Non è stata una inchiesta, per cui sono venute fuori le solite cose, sono le carte’”.
“Il suo intervento è risultato gravemente diffamatorio. Da una lato ha riportato la vicenda, il fatto, in modo totalmente approssimativo e comunque erroneo, da alterare completamente la realtà dei fatti. Dall’altro lato l’esposizione così confusa e a tratti oggettivamente incomprensibile ha aggravato l’effetto suggestivo indotto nei telespettatori. Con la conseguenza che l’uditorio, senza nemmeno comprendere bene i termini della vicenda, è stato spinto a ipotizzare una vicenda di gravità, quantomeno non inferiore, come esplicitamente detto, a quella riguardante il sottosegretario al tesoro Durigon. Per la quale alcune forze politiche hanno chiesto in parlamento le dimissioni dalla carica di governo.
Le chiedo pertanto, a tutela dei miei beni morali oggettivamente offesi dal suo intervento, di leggere nel corso della sua trasmissione questa mia comunicazione in modo da restituire una informazione completa sul punto che possa reintegrare il vulnus che mi è stato arrecato. Nel caso in cui la lettura venisse omessa o risultasse incompleta mi riserverò, mi creda mio malgrado, di agire nelle opportune sedi per tutelare i miei diritti fondamentali”.
La replica di Conte.
“Gentile direttrice, nel corso della trasmissione del 16 maggio 2021, intervistando Alessandro Di Battista lei ha evocato un mio presunto conflitto di interessi per una attività di consulenza legale prestata prima di diventare presidente del Consiglio. La ricostruzione che lei ha offerto e’ del tutto erronea. Appena la notizia è uscita, ho chiarito in maniera assolutamente trasparente su un mio post su Facebook del 28 aprile 2021 le ragioni che escludono alla radice un conflitto di interessi anche solo potenziale”.
“Nel 2012 e nel 2013 ho reso pareri legali su un contenzioso riguardante una società privata che possedeva un importante albergo veneziano. Alcuni anni dopo, nel 2015, un cliente privato mi ha chiesto di assisterlo in una complessa operazione finanziaria di cartolarizzazione che ha riguardato la medesima società. Quest’ultima operazione e’ stata effettuata sotto la supervisioni di primari istituti bancari e primarie società di consulenza. Questa operazione è stata conclusa in regime competitivo e tutti gli interessati (anche importanti fondi stranieri) hanno avuto pari accesso nella cosiddetta data room, a tutte le informazioni riguardanti la società oggetto dell’operazione”.
“Il mio cliente ha fatto l’offerta più vantaggiosa per la proprietà e per questo è stato preferito. i miei interventi (pareri legali del 2012 e del 2013) e la mia consulenza successiva (2015 e 2016) sono stati effettuati nel pieno rispetto dei più rigorosi canoni deontologici, senza neppure l’ombra di un conflitto di interessi. I fatti sopra elencati in nessun modo possono essere accostati alla vicenda che riguarda il sottosegretario della Lega Durigon che, invece, ritengo grave, in particolare perché rivela una concezione spregiudicata della Res Pubblica priva di qualsiasi valore etico.
Saluti cordiali, Giuseppe Conte”.