Emendamenti D.L. Riordino Ministeri, approvati emendamenti a mia prima firma

Prosegue lo storico cammino verso la transizione ecologica. In questo processo ha un ruolo centrale il nuovo Ministero e in questi giorni, in Commissione Ambiente, abbiamo approfondito la cruciale questione delle sue competenze. Difatti, impostare bene la rotta da seguire e definire oggi i compiti dei vari attori istituzionali, permetterà di arrivare prima e meglio agli obbiettivi che ci siamo posti.

Anche io ho dato il mio apporto, che ha visto l’approvazione di ben sei emendamenti a mia prima firma al D.L. “Riordino Ministeri”, i quali, assieme ai contributi dei colleghi della Commissione, hanno fatto sì che il nuovo riparto acquisisca maggiore efficienza ed efficacia.

Il primo emendamento approvato, sull’art. 2 del D.L., ha ad oggetto l’attribuzione di materie strategiche al Mite. Nello specifico, viene attribuita la competenza sull’attuazione dei processi di riconversione, dismissione e chiusura mineraria, sia sulla terraferma che in mare, ed inoltre delle relative piattaforme e infrastrutture connesse e ripristino in sicurezza dei siti. Inoltre dopo le parole “sicurezza nucleare e disciplina dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi”, radioprotezione e radioattività ambientale”.

Sempre col medesimo emendamento ho fatto assegnare al MITE la competenza in materia concernente la tutela dei consumatori e la regolazione dei servizi di pubblica utilità in ambito energetico.

Infine, con questo emendamento abbiamo assegnato al nuovo MITE l’approvazione di progetti a vantaggio dei consumatori.

Il secondo emendamento ha sempre ad oggetto l’art.2 del D.L. ed espunge la parola “valorizzazione” riferita all’ambiente, al fine di perseguire una tutela ambientale in maniera completa e non legandosi a logiche meramente legate allo sfruttamento economico.

Il terzo emendamento riguarda ancora il citato art.2, che prevede il passaggio dal MISE al MITE delle competenze in materia di politiche per l’economia circolare e l’uso efficiente delle risorse, così da accentrare in capo ad un unico soggetto tali funzioni, al fine di avere una semplificazione ed un maggior coordinamento assieme ad una maggiore efficienza.

Il quarto emendamento ed il quinto emendamento hanno ad oggetto l’art.3, ed è finalizzato alla tutela delle garanzie economiche e contrattuali per il personale dirigenziale e non, trasferito al nuovo MITE nel corso della generale riorganizzazione dei Ministeri coinvolti.

Difatti il corretto inquadramento del suddetto personale sarà fondamentale per il buon funzionamento della macchina amministrativa, e per meglio perseguire l’obiettivo della transizione ecologica, sempre nel rispetto dei diritti dei lavoratori.

Per ultimo, il sesto emendamento, che agisce sull’art. 4, riguarda un aspetto fondamentale, ossia la cooperazione interministeriale, senza la quale vi sarebbe un enorme spreco di tempo e di risorse.

In primo luogo, ho voluto che fosse chiaramente definito il riparto di competenze con il CIPESS. Poi, sono intervenuto nelle competenze del nuovo Comitato Interministeriale per la Transizione Ecologica (CITE), facendo in modo che questo abbia, ad esempio, funzioni nell’ambito della bioeconomia circolare e fiscalità ambientale, ivi compresi i sussidi ambientali e la finanza climatica e sostenibile. Inoltre, per ragione di concentrazione e semplificazione, l’emendamento prevede la soppressione della Commissione per lo studio e l’elaborazione di proposte per la transizione ecologica e per la riduzione dei sussidi ambientalmente dannosi e la devoluzione dei relativi compiti al Comitato tecnico di supporto al CITE.

Ancora, al nuovo Comitato viene attribuita la competenza sulla Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile originariamente prevista in capo al CIPESS. Altra importante previsione di tale emendamento riguarda l’aggiornamento del Catalogo dei sussidi ambientalmente dannosi e dei sussidi ambientalmente favorevoli. Viene, in particolare, stabilito che il Ministro della Transizione Ecologica invia alle Camere e al Comitato interministeriale per la transizione ecologica, entro il 15 luglio di ogni anno, una relazione concernente gli esiti dell’aggiornamento del catalogo e le proposte per la progressiva eliminazione dei sussidi ambientalmente dannosi e per la promozione dei sussidi ambientalmente favorevoli.

I suddetti emendamenti operano sulle fondamenta del nuovo sistema che vede al centro la transizione ecologica. Tale obiettivo, da sempre architrave portate del programma del Movimento 5 Stelle, nonostante fosse impensabile fino a qualche tempo, ora sta diventando realtà. Questo, però, è solo l’inizio, ed io, assieme al Movimento, rimango in prima linea per tutte le battaglie che ci aspettano nel prossimo futuro per costruire un Italia più verde e più giusta.



Di Generoso Maraia – Movimento 5 Stelle:

FONTE : Generoso Maraia – Movimento 5 Stelle