Efficienza energetica, rilanciamola anche contro caro bollette

A 8 mesi dall’approvazione del decreto sui titoli di efficienza energetica (i cosiddetti certificati bianchi), non risultano ancora implementati tutti gli interventi finalizzati a rilanciarne il meccanismo che, se venisse stimolato e promosso, contribuirebbe anche alla riduzione dei costi in bolletta per il settore produttivo industriale. Se tornasse a essere efficace, il meccanismo dei certificati bianchi sarebbe in grado di ripagare gli interventi di efficientamento energetico e di ridurre nel tempo la necessità di intervento a compensazione da parte del Governo.

Quali iniziative si intendono adottare? Perché questo stallo? Lo chiediamo al Ministro della Transizione Ecologica in un’interrogazione avanzata insieme ad altri colleghi M5S (CONSULTA QUI IL TESTO DELL’INTERROGAZIONE). Il Piano Nazionale per l’Energia e il Clima (PNIEC), che sarà necessario adeguare alla luce di alcuni dei nuovi obblighi europei, prevede obiettivi di risparmio del 43% dei consumi di energia primaria al 2030 e del 39,7% dei consumi di energia finale, rispetto al 2007. Il sopracitato decreto doveva essere aggiornato e integrato tramite un nuovo decreto ministeriale, successivo all’istruttoria preliminare di GSE, ENEA e RSE, che è puntualmente avvenuta, ma alla quale non ha fatto seguito il passo finale ministeriale.

Ora più che mai nell’attuale momento storico, poniamo all’attenzione del Governo questo e altri interventi mirati a fronteggiare l’attuale emergenza. Garantire una veloce e piena attuazione normativa e regolatoria per la determinazione degli obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico, che possono essere perseguiti dalle imprese di distribuzione dell’energia elettrica e del gas per gli anni 2021-2024, è prioritario.



Di Portavoce Gianni Pietro Girotto:

FONTE : Portavoce Gianni Pietro Girotto