ECONOMIA: M5S, 24 MILIARDI PER PIANO TRANSIZIONE 4.0 OSSIGENO PURO PER LE PICCOLE E MICRO IMPRESE REGGIANE

ECONOMIA: M5S, 24 MILIARDI PER PIANO TRANSIZIONE 4.0 OSSIGENO PURO PER LE PICCOLE E MICRO IMPRESE REGGIANE

REGGIO EMILIA 19 NOVEMBRE

“Ventiquattro miliardi di euro per il Piano Nazionale Transizione 4.0 .

Le risorse stanziate con una azione fortemente voluta dal ministro Stefano Patuanelli (Movimento 5 Stelle) e dal vice ministro Stefano Buffagni (Movimento 5 Stelle) in legge di Bilancio come primo mattone del Recovery Fund sono ossigeno puro per le piccole e medie imprese e le start-up della provincia di Reggio Emilia “ lo dichiarano in una nota i parlamentare del Movimento 5 Stelle della provincia di Reggio Davide Zanichelli e Maria Edera Spadoni.

“Stiamo parlando di un investimento che diventa strutturale di circa 24 miliardi di Euro.

Abbiamo sempre detto che quei finanziamenti andavano investiti e non spesi ed esattamente in questa direzione va il potenziamento di Transizione 4.0, che ora diventa strutturale.

È un percorso partito da lontano, nato dal confronto con le categorie produttive.

Con il Piano Nazionale Transizione 4.0 si raggiungono due obiettivi fondamentali: stimolare gli investimenti privati con una maggiorazione delle aliquote; dare stabilità alle categorie produttive con un pacchetto di misure ampio e pluriennale” ha spiegato il ministro dello Sviluppo Economico il pentastellato Patuanelli.

CHI RIGUARDA:

“Il Piano Transizione 4.0 abbraccia gli investimenti in beni strumentali, materiali e immateriali 4.0, Formazione 4.0 di dipendenti e imprenditori, punta su R&S, innovazione, design, ideazione estetica e green economy.

Si tratta del cuore del nuovo piano industriale del Paese” spiegano gli esponenti pentastellati.

Come spiegato dal viceministro Stefano Buffagni: “Transizione 4.0 è un piano shock con cui abbasseremo le tasse alle nostre imprese già dal 2021.

Vogliamo incentivare l’acquisto di beni durevoli, garantire il supporto agli investimenti delle nostre imprese” ha spiegato il vice ministro pentastellato Buffagni.

“Tra le tante azoni abbiamo ampliato dal 6% al 10%, passando da un ammortamento da cinque a tre anni, tutte le spese fatte in beni strumentali.

Per noi è fondamentale aiutare le nostre piccole imprese, quelle che soffrono maggiormente: quindi per tutte le aziende che hanno un fatturato fino a cinque milioni di euro, il credito d’imposta del 10% sarà utilizzabile immediatamente nell’anno.

Ciò significa pagare meno tasse, avere supporto per la propria liquidità e garantire il futuro alla propria azienda” spiegano i parlamentari pentastellati.

ALCUNE DELLE MISURE PREVISTE PER LE PICCOLE E MICRO IMPRESE (dal sito del Mise):

Nuova durata delle misure
• I nuovi crediti d’imposta sono previsti per 2 anni;
• La decorrenza della misura è anticipata al 16 novembre 2020;
• È confermata la possibilità, per i contratti di acquisto dei beni strumentali definiti entro il 31/12/2022, di beneficiare del credito con il solo versamento di un acconto pari ad almeno il 20% dell’importo e consegna dei beni nei 6 mesi successivi (quindi, entro giugno 2023).

Anticipazione e riduzione della compensazione con maggiore vantaggio fiscale nell’anno
• Per gli investimenti in beni strumentali “ex super” e in beni immateriali non 4.0 effettuati nel 2021 da soggetti con ricavi o compensi minori di 5 milioni di euro, il credito d’imposta è fruibile in un anno;
• È ammessa la compensazione immediata (dall’anno in corso) del credito relativo agli investimenti in beni strumentali;
• Per tutti i crediti d’imposta sui beni strumentali materiali, la fruizione dei crediti è ridotta a 3 anni in luogo dei 5 anni previsti a legislazione vigente.

Maggiorazione dei tetti e delle aliquote (Beni materiali e immateriali)
• Incremento dal 6% al 10% per tutti del credito beni strumentali materiali (ex super) per il solo anno 2021;
• Incremento dal 6% al 15% per investimenti effettuati nel 2021 per implementazione del lavoro agile;
• Estensione del credito ai beni immateriali non 4.0 con il 10% per investimenti effettuati nel 2021 e al 6% per investimenti effettuati nel 2022.



Di Maria Edera Spadoni:

FONTE : Maria Edera Spadoni