Ecco la sentenza che condanna Iacoboni e Calabresi a risarcire Silvia Virgulti per una notizia falsa e diffamatoria

Ecco la sentenza che condanna Iacoboni e Calabresi a risarcire Silvia Virgulti per una notizia falsa e diffamatoria

Di Il Blog delle stelle:

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Un giornalista che nega l’esistenza di una condanna nei suoi confronti mente a sé stesso e, soprattutto, racconta una balla ai cittadini. Ma quel che è peggio, parliamo di un giornalista che arriva a dire “non ho mai ammesso la mia colpevolezza”, come se fosse lui stesso a doversi giudicare e non un tribunale!

Ricordiamo a Jacopo Iacoboni che, fino a prova contraria, sono i giudici che decretano se una persona è colpevole. Mario Calabresi e Jacopo Iacoboni arrivano persino a negare la realtà, o peggio la sentenza emessa lo scorso mese di giugno dal Tribunale civile di Cremona: entrambi hanno diffamato Silvia Virgulti, con un articolo pubblicato sul quotidiano “La Stampa”, nel luglio del 2015. Lo abbiamo raccontato in maniera dettagliata in un post di qualche giorno fa.

Le carte del giudice parlano chiaro, basta avere l’onestà intellettuale di raccontarle per quello che contengono. Visto che loro non lo fanno, ci pensiamo noi. Sentenza n. 336/2018 RG 2839/2016: il Tribunale “accertata la natura diffamatoria dell’articolo intitolato ‘La zarina M5S choc sui migranti. Diciamo Sfogo a rabbia e paura’, “condanna il giornalista Jacopo Iacoboni ex articolo 595-185 cp, 2043, 2059 cc, Italiana Editrice spa”, “nonché Mario Calabresi ex art. 57-185 cp, 2043, 2059 cc” a risarcire Silvia Virgulti per “i danni non patrimoniali conseguenti alla pubblicazione” dell’articolo in questione. Ricordiamo anche a Mario Calabresi e a Jacopo Iacoboni che “cp” e “cc” stanno rispettivamente per “codice penale” e “codice civile”, In sintesi: la diffamazione c’è stata, ed è stata anche sanzionata da un magistrato.

Negare la realtà è un comportamento imbarazzante, e anche preoccupante, per la posizione che ricoprono. Così come messo nero su bianco dal giudice, l’articolo diffamatorio è stato costruito ad hoc con “omissioni” di passaggi e “accostamenti” ed è per questo che il tribunale ha condannato l’allora direttore del quotidiano torinese – oggi alla guida di Repubblica – il redattore che ha materialmente scritto l’articolo, e Italiana Editrice, società adesso riconducibile al tesserato Pd De Benedetti.

Certi giornalisti sono abituati a emettere condanne sulla carta stampata, ma quando si tratta di accettare la verità di una sentenza smettono improvvisamente di credere nei giudici e nella giustizia. E’ quello che sta succedendo per la sentenza che ha dato ragione a Silvia Virgulti e torto alla stampa, ed è quello che purtroppo abbiamo imparato seguendo la vicenda giudiziaria di Virginia Raggi.

Non perdiamo la speranza e continuiamo ad aspettare le scuse di Iacoboni e Calabresi.

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FONTE : Il Blog delle stelle