È PASSATO UN ANNO…

È passato un anno da quando questo virus ci ha costretti ad alzare la guardia, devo dire che per me non è cambiato molto, sono un misantropo e se qualcuno mi saluta lo mando a fare in culo, scherzo, non a tutti, solo a quelli che mi salutano con il braccio destro teso in avanti, se ne incontrano ancora sapete, ultimamente ho scoperto che un tabaccaio, dove compro sempre le sigar…, le caramelle che mi piacciono, è un militante leghista, ma come cazzo è possibile, tu vivi a Napoli, tieni il Vesuvio alle spalle e il poster di Koulibaly sotto l’immagine di San Gennaro, e voti Lega? L’ho mandato a quel paese senza pensarci due volte, non sopporto chi mischia il sacro con il profano!
Un anno vissuto pericolosamente, ogni giorno la lista dei contagi e dei morti, che ti ricorda che puoi morire anche tu, un po’ come il monaco trappista nel film di Troisi e Benigni, ma ogni giorno è un po’ pesante, e l’angoscia ti accompagna ogni volta, e il massimo si ottiene da un mix di masochismo: ascoltare i dati dei contagi da Linea Notte con Mannoni!

È passato un anno, tanti si sono arricchiti e tanti impoveriti, tanti ammalati e tanti guariti, i più sfortunati non ci sono più, sperando che siano in un mondo migliore, ma c’è una categoria che ha trovato l’America in questa pandemia, e su questo mi devo sfogare: ma com’è possibile che io voto Movimento Cinque Stelle e mi trovo Gelmini, Brunetta e Carfagna come Ministri, Draghi come Presidente del Consiglio, Berlusconi ancora a piede libero che parla in televisione di quello che bisogna fare, e un generale degli alpini che coordina le vaccinazioni?

Avessi dormito un anno e me lo avessero raccontato, avrei chiamato il 118 immediatamente: ” c’è gente che non sta bene, correte!”
Eppure è una verità vera, questi miracolati dalla pandemia e dalla crisi politica, hanno acquisito l’immunità alla vergogna, che non li coglie in alcun modo, ma questo vale un po’ per tutti i politici.
È passato un anno e non siamo diventati migliori, e le cose non sono andate bene, nessuno più canta dai balconi, e anche la mia chitarra resta in silenzio, sembriamo tutti marinai sulle tre caravelle, aspettando che qualcuno, prima o poi, gridi: “terra!”

Bruno Fusco