E IO TRA DI VOI

E IO TRA DI VOI

Di Bruno Fusco:

Che i poveri non interessavano al PD, lo si era capito dagli ottanta euro di Tatteo Tenzi, e dalla mancetta finale del REI, giusto per…, prima di scomparire il 4 marzo 2018.
La conferma, semmai ce ne fosse stato bisogno, l’ha decretata Bianca Berlinguer a Carta Bianca, un programma di Rai Tre, che ha dedicato tre ore ai migranti, ovviamente nulla da dire, e cinque minuti ai poveri, e qui ci sarebbe da dire…, e solo nel tempo che scadeva prima della mezzanotte, come una cenerentola invecchiata, doveva scappare…, prima che il ranocchio Mannoni, come sempre inutile, declamasse il suo spazio rubato dalla parricida.
In quei pochi minuti, la Berlinguer si collegava con un centro di Bologna che aiuta gli ultimi, persone che per qualche motivo hanno perso tutto, e trovavano ristoro nella solidarietà delle persone, un piatto caldo, e qualche letto.

Ovviamente anche il tizio del centro, alla domanda della parricida: “cosa ne pensa del Reddito di Cittadinanza?”, il tizio, con cui mi scuso ma non ricordo il nome, rispondeva: “può servire, ma bisogna dare un lavoro…”; con soddisfazione, velata, della cenerentola che salutava il pubblico, come dire “ho dato un altro colpetto al M5S”, e dava la linea al Rospo.

Il mantra che i poveri hanno bisogno di un lavoro, ha ormai superato i confini della pallitudine, e il binomio povertà e lavoro, come la discussione sui furbetti, ha inquinato il vero scopo del Reddito di Cittadinanza, che resta un aiuto a chi non ha altra possibilità, compresa quella di non poter nemmeno lavorare, e il caso di alcune persone, mostrati proprio nel collegamento, era evidente.

“Chi non lavora non fa l’amore…”, recitava una canzone del molleggiato, e chi lavora a nero? E per ogni lavoratore a nero, esisterà un imprenditore che lo paga, a nero? Questi possono fare l’amore? E i furbetti del cartellino? Quanti ce ne saranno che timbrano e poi non sono nel posto di lavoro? E quanti percepiscono uno stipendio statale e non servono ad un cazzo? E quanti imprenditori vivono solo grazie ai soldi pubblici? Questi fanno l’amore? Parole senza senso, le mie e le loro!

Il reddito di Cittadinanza è una rivoluzione epocale, proprio perché aiuta gli ultimi nel momento che il lavoro non c’è, un sostegno essenziale in assenza di altre possibilità, e come ha detto bene Di Maio, nel caso di crisi economiche, recessioni, stagnazioni, terremoti, tsunami, maremoti, Armageddon, bombe atomiche! Forzo il concetto, altrimenti qualcuno potrebbe dire, “dai il reddito solo per una recessione?”

Per il lavoro bisogna attuare altre politiche, e io, non sarei d’accordo nemmeno con dare i soldi all’impresa che assume un percettore di reddito, per due ordini di problemi: il primo, è quello di bloccare la logica del Reddito: tu trovi un lavoro e il reddito passa ad altra persona…, e non nelle mani dell’imprenditore, imprenditore a cui dico: “se ti serve una persona, se proprio ti serve, allora te la paghi di tasca tua!”

Il secondo caso, è credo non di poco conto, si potrebbe creare, proprio dando i soldi del Reddito alle imprese, una disparità di opportunità tra giovani, e nel caso in cui, l’impresa, a parità di preparazione tra due giovani, dovesse sceglierne uno, sceglierebbe sicuramente chi porta in dote il reddito di cittadinanza. Sono solo piccole riflessioni, e benedetto sia il Reddito di Cittadinanza per tutti coloro che ne aspettavano la definizione, e il varo, e io tra di voi: grazie stelle.