È in corso una guerra civile mediatica

È in corso una guerra civile in Italia, una guerra civile che si combatte sui media. Da una parte il nuovo, dall’altra il vecchio. Il nuovo ha stravinto le elezioni e vorrebbe governare in pace, il vecchio non si vuole arrendere e cerca di sabotare con ogni vile mezzo il cambiamento. Il vecchio sa che se i gialloverdi dovessero riuscire a cambiare l’Italia, lo sciacquone della storia farebbe finire il vecchio regime dove merita. Non è una guerra civile politica perché il vecchio non ha nessuna idea politica alternativa che non siano minestre riscaldate del passato. Le opposizioni non esistono. Pd e Forza Italia hanno esaurito il loro senso storico. Sono club di reduci all’ultimo giro di giostra. La guerra civile in corso è tutta mediatica. Il vecchio si è rannidato nei bunker delle testate giornalistiche, controlla giornaloni e televisioni e da lì scatena la sua controffensiva reazionaria per fermare il cambiamento. Gli è rimasto solo quello, solo bunker giornalistici. Il vecchio regime si reggeva sui conflitti d’interesse. Si reggeva sulla triade lobby economica, partito politico di riferimento e stampa al guinzaglio. Sia a destra che a sinistra. Le principali lobby si erano dotate di media e partiti per difendere i propri interessi e spartissi l’Italia. Lobby il cui scopo non era certo fare informazione, ma fare disinformazione e farla a fini politici. Manipolare la realtà per ingannare i cittadini, per dividerli, per metterli gli uni contro gli altri e nel frattempo loro si spartivano potere e soldi. I principali partiti che servivano quelle lobby – Pd e Forza Italia – hanno drammaticamente perso consenso nel paese, sono stati marginalizzati e alle lobby non restano che giornaloni e talk-show per tentare un disperato tentativo di fermare lo sciacquone. La guerra civile in corso nasce da questo. Le lobby vogliono terrorizzare, confondere e ingannare i cittadini italiani per convincerli a rinunciare al cambiamento gialloverde e tornare indietro rimettendosi sotto la protezione e il comando del vecchio regime. Si tratta di una guerra civile perché si svolge tra italiani, ma è in realtà incivile nel modo in cui il vecchio regime la combatte. Infamare innocenti, gettare fango, coinvolgere i famigliari, colpire a tradimento, sono tutti mezzi incivili con cui il vecchio regime combatte la sua sporca guerra mezzo stampa. Sporca ed eversiva perché siamo in democrazia e il voto popolare va rispettato. I gialloverdi non hanno rubato nulla, non si sono imposti con la forza. I gialloverdi hanno stravinto le elezioni, godono di vasto consenso popolare ed hanno tutto il diritto e il dovere di governare in santa pace il paese. Sabotare vigliaccamente un governo eletto, è una inaccettabile operazione antidemocratica. È una porcheria moralmente degna di coloro che hanno devastato l’Italia e che deve essere respita con forza. Il nuovo riuscirà a vincere la guerra civile in corso se i cittadini continueranno a boicottare giornaloni e talk-show orfani del vecchio regime e usare la rete come strumento di controinformazione fino a che i bunker giornalistici imploderanno sotto il peso dei debiti e della loro irrilevanza. Ma il colpo di grazia arriverà dalla legge sugli editori impuri e quella sui conflitti d’interesse che il governo deve approvare al più presto. È una guerra che va vinta ad ogni costo. In gioco c’è una vera libertà di stampa, c’è il sacrosanto diritto ad essere informati e non presi per i fondelli e usati politicamente. In gioco c’è la nostra democrazia.

Tommaso Merlo

http://www.tommasomerlo.com

e

 

Potrebbe interessarti anche: