Due capi partito alla ricerca di quel 3% di irriducibili

Sulla home page del Corriere (quella del Fatto l’ho ormai abbandonata da settimane per la progressione complottistica della linea editoriale) viene data una clamorosa notizia. I portuali si dissociano dalle proteste sui green pass. A dimostrazione, per chi non l’avesse capito, che i novax si erano infiltrati nel sindacato dei lavoratori. Voglio essere molto chiaro su Trieste. Chi vuole bene a Trieste, SA quanto importante sia il Porto. Persino più di Genova, di Venezia. Trieste era una città meravigliosa, italianissima, in decadenza per una assurda pretesa veneta di elevare Mestre a Porto del nord-est. Ne è conseguita la sistematica distruzione di Venezia laguna, patrimonio dell’umanità, l’annientamento del porto di Trieste che invece aveva tutte le carte in regola per posizione geostrategica a concorrere con il porto di Capodistria come hub principale dell’adriatico e il successivo decadimento di Mestre che inaridendolo, ha segato anche il ramo su cui poggiava. Solo nel 2019 un grandissimo capo dell’autorità, Zeno D’Agostino, venerato dai portuali come un Santo, firmava in sinergia con il ministro Di Maio del Conte 2, il memorandum coi cinesi per la via della seta che apriva una potenzialità ENORME per Trieste. Quando ascoltate Salvini lamentarsi dei Cinesi, è perché non vuole che si sposti il baricentro del nord-est dal Veneto al Friuli, che porta in dote molti meno voti alla lega. A lui dell’Italia, del nord-est, non è mai fregato un cazzo. Tutto questo, i Triestini l’avevano ben capito in questi giorni. Hai l’occasione della vita, la via della seta per il Porto, rilanciare la città come mai da 100 anni. Tutto deve girare come un orologio svizzero all’uscita dal lockdown, e cos’è successo? Un’orda di politicizzati che del lavoro gliene frega come a Salvini, ha infiltrato i sindacati di base all’unico scopo di mettere in difficoltà il Governo nazionale. Il sindaco uscente del Centrodestra, dato sicuro stra-vincitore al primo turno fino a poche settimane fa, è stato costretto al ballottaggio e ha rischiato persino di perdere al secondo turno per una manciata di voti. Solo un altro clamoroso intervento di Silvio Berlusconi, che ha sparato a zero contro i No Green Pass, a un giorno dal voto, l’ha salvato in extremis. Dopo i fatti di queste settimane, gli Italiani favorevoli al vaccino obbligatorio, sono saliti all’85%. Stare dietro loro significa mettersi fuori dalla storia, dalla realtà, dalla voglia degli italiani di uscire di casa e riprendere a vivere. La libertà, l’occidente l’ha conquistata anche con i vaccini, debellando malattie come il vaiolo e la poliomelite. Tutti i maschi Italiani, sopra i 50 anni hanno ricevuto la cartolina di leva obbligatoria al diciottesimo anno d’età e gli arruolati, vaccinati contro la TAB con siringhe sul petto. I figli di molti di quei 50-60 enni irriducibili novax hanno fatto il primo giorno di scuola elementare esibendo il certificato vaccinale dell’esavalente, altrimenti non li prendevano…Come possono due partiti che ambiscono a rappresentare il 40% dell’elettorato italiano, credere che gli Italiani dimentichino o ignorino queste cose. E perché poi, per chi, per cosa. Ogni vaccinato in più, di giorno in giorno, sottrae novax alla protesta finché non raggiungeremo il 97%. Quella è l’immunità di gregge se si escludono gli under 12. Potevano due partiti che ambiscono al 40% dell’elettorato, non schiantarsi seguendo quel 3% di irriducibili?

Stefano Ragusa