Due nuovi sottomarini U212NFS per la Marina Militare

Non capita tutti i giorni di salire a bordo di un sottomarino e per me è stata una grande emozione.

Proprio qualche giorno fa è stato firmato a Roma il contratto tra l’Organizzazione Internazionale per gli Armamenti (OCCAR) e Fincantieri per la realizzazione di due nuovi sottomarini, più due in opzione, per la Marina Militare denominati U212NFS (U212 Near Future Submarine).

Parliamo di mezzi che consentono al nostro Paese di effettuare missioni di controllo delle linee di traffico marittimo, il monitoraggio delle attività illecite, la sorveglianza delle aree di alto interesse nazionale. Una tecnologia che permette di fare soprattutto un’attività di raccolta informativa ai fini del contrasto al terrorismo, al traffico illegale di armi e di esseri umani, al contrabbando, alla pirateria, un’attività relativa ai reati contro l’ambiente ed ovviamente eventuali atti ostili da parte di altri paesi contro l’integrità territoriale e i nostri interessi nazionali sul mare.

Nel corso del mio mandato da Sottosegretario di Stato al Ministero della Difesa, ho visitato lo Scirè, un agile gigante, lungo 56 metri e largo 7, dotato di un motore elettrico di propulsione a magneti permanenti alimentato da corrente generata in maniera pulita dalla combinazione di idrogeno e di ossigeno per consentire al suo equipaggio di immergersi in acque profonde per lunghi periodi così da osservare, in assoluto silenzio, ciò che succede in maniera occulta: rimanendo perciò “invisibile”. Un gioiello della tecnologia progettato oltre 20 anni fa, frutto di una cooperazione tra Italia e Germania.

L’accordo firmato di recente consentirà alla nostra Marina Militare di acquisire un ruolo ancor più strategico nell’attuale scenario geo-politico, fondamentale per la difesa degli interessi del nostro Paese.

Questi nuovi sottomarini denominati U212 Near Future Submarine (U212NFS), rispetto alla classe Todaro, avranno una fortissima evoluzione in termini di impianti e concetti operativi, disponendo dell’affidabilità del progetto italo-tedesco e delle tecnologie emergenti del nuovo secolo.

L’accordo tra Fincantieri e l’OCCAR, che coinvolgerà grandi, piccole e medie imprese nazionali nella fase di sviluppo e di fornitura di componentistica, oltre che un massiccio utilizzo di tecnologie ed eccellenze del “Made in Italy”, permetterà al Paese di acquisire un’efficace e credibile capacità di deterrenza e sicurezza nei bacini marittimi d’interesse nazionale e per le infrastrutture critiche che si sviluppano lungo i fondali marini.



Di Angelo Tofalo:

FONTE : Angelo Tofalo