Due carabinieri morti di Covid, dopo l’intervento per contenere un maxi-assembramento

Massimo Piras e Roberto Ceci, 58 e 56 anni, carabinieri di Guarcino, Frosinone, scomparsi a poca distanza l’uno dall’altro causa Covid.
Se lo sono preso a febbraio mentre intervenivano per contenere un maxi-assembramento creatosi sulle piste da scii di Campo Catino, dove 2mila persone, arrivate sul posto, pur trovando le piste chiuse hanno deciso comunque di affollare l’area. I due carabinieri sono intervenuti per contenere la situazione e si sono presi il Covid.

Tra qualche giorno, con le riaperture, là fuori tanti altri uomini come Piras e Ceci dovranno mettersi quotidianamente a rischio per evitare che si creino situazioni pericolose. Non come tutti noi che vivremo una quotidianità più affollata: cento, mille volte più di noi. Perché intervenuti in una situazione dovranno passare alla prossima. Abbassare quel rischio ed evitare che altri uomini e altre donne non ritornino a casa sta a noi. Sta solo a noi. Non sta allo Stato, non sta alla Provvidenza: sta a noi e al minimo di buonsenso richiesto per capire di non doversi buttare in una folla, contribuendo a ingrandirla.

Perché la scelta di un po’ di sole in montagna nonostante la marea umana presente è costata la vita a due uomini che hanno sempre onorato alla loro divisa e il loro dovere (e non è retorica: gli attributi di infilarsi nella tonnara, quel giorno, per adempiere al proprio dovere non li avrebbero avuti tutti). Teniamolo a mente.
Riposino in pace.

Leonardo Cecchi