Droghe leggere, ideologia o altro?

Con il conferimento alla Ministra Dadone della delega alle politiche antidroga, sono scoppiate immediatamente le polemiche del centro destra:

La Repubblica:
Delega all’Antidroga alla ministra antiproibizionista Dadone. La destra attacca, Gasparri: “Nessuna liberalizzazione o il governo è morto. Draghi ha sbagliato”

Fatto Quotidiano:
Delega sulle politiche antidroga alla ministra antiproibizionista Dadone. Fdi e Fi attaccano. Gasparri: “Se legalizza governo è morto”

Il Riformista:
Delega antidroga alla ministra Dadone, il centrodestra evoca la crisi: “Così mandano il governo a casa”

Huffpost:
Droga, la Destra proibizionista minaccia il governo

Questi alcuni dei titoli di giornale apparsi in queste ore…a leggerli sembrerebbe che la questione sia tutta ideologica…il centro destra pensa che con la repressione si possa risolvere il problema delle droghe, ma è realmente così? E poi come mai la destra non si pone affatto il problema dell’alcol che guardando i dati causa molti più morti delle droghe? Anzi più precisamente in Italia ci sono 40 mila morti a causa dell’alcol e zero per la cannabis…ma come mai allora tutto questo rumore?

Cerco di capirci qualcosa insieme a voi…cercando di informarmi ho scoperto che il testo unico sulle droghe 309/90 prevede, tra le altre cose, che “Ogni tre anni venga convocata una conferenza nazionale sulle droghe anche al fine di individuare eventuali correzioni alla legislazione antidroga”….interessante…allora ho cercato di capire quando fosse stato fatto l’ultima…ebbene l’ultima conferenza nazionale sugli stupefacenti si è tenuta a Trieste dal 12 al 14 marzo 2009…nel 2009 capito? Ma come mai? Bah…questo non è molto chiaro…comunque la buona notizia è che la Dadone ha subito dichiarato di volerla convocare.

Sempre cercando di capirci un po di più, ho scoperto che la legge ex Cirielli (l. 251/05), che pone ostacoli all’accesso alle misure alternative per i recidivi, e molti tossicodipendenti comprensibilmente sono recidivi, nonché la legge Fini-Giovanardi (l. 49/2006), rendono più difficile l’accesso alle misure alternative per i tossicodipendenti, limitando ad esempio il numero delle concessioni, accentuando la natura custodialistica, anziché terapeutica, della misura e dettando tempi troppo stretti per la presentazione della documentazione….

Come mai? Perché rendere l’accesso alle misure alternative al carcere per i tossicodipendenti più difficili? Perché riempire le carceri di tossici, anziché di delinquenti veri? Ma niente niente questa cosa è voluta?…riempio le carceri di poveri disgraziati, vittime di una società malata e non ho più posti per quelli che in carcere dovrebbero starci veramente…
Siamo certi che il proibizionismo e il pugno duro sia la soluzione migliore? Il proibizionismo pretende di risolvere i problemi sanitari legati alla droga? Ma non è che al contrario vuole ingrassare le mafie mondiali e favorire l’ingresso nel mercato nero della droga di sostanze sintetiche nuove e poco conosciute e quindi molto più pericolose?
Che le politiche proibizioniste abbiano clamorosamente fallito è sotto gli occhi di tutti. La criminalità organizzata fa miliardi con il controllo del mercato della droga.

Una marea di denaro sporco che inquina l’economia legale e provoca danni economici, sanitari e di ordine pubblico alle finanze dello stato.

Ma da dove è partito tutto ciò? Chi ha voluto tutto questo? Indovinate un po’? Dalla legge Fini-Giovanardi, che oltretutto è stata dichiarata illegittima nel 2014 dalla Corte Costituzionale…guardacaso è quella legge che ha avviato al regime carcerario migliaia di piccoli spacciatori contribuendo al sovraffollamento delle nostre carceri e provocando il ripetersi di episodi tragici come ad esempio quello di Stefano Cucchi.

Ma siamo veramente sicuri che per la destra la questione droga sia solo un fatto ideologico?…a voi trarre le conclusioni.

Massimo Erbetti