Draghi, l’establishment e il cambiamento

Di Tommaso Merlo (Categoria: Attivisti):

Draghi è il sogno dell’establishment nostrano. Caste e lobby assortite ne sbaciucchiano il santino sperando che si manifesti presto sulla poltrona di premier. E questo nonostante la peculiarità del personaggio. Draghi non parla, sussurra. E di quel poco che si riesce ad udire non si capisce una mazza. Draghi è uno di quei santoni finanziari che bisogna interpretare tra le righe, come gli oracoli dell’antichità. È abituato a misurare le sillabe, non le parole e questo perché i mercati finanziari per anni hanno rischiato tracolli al solo oscillare delle sue sopracciglia. Di Draghi inquieta lo sguardo gelido e perso nel vuoto economico e l’espressione e l’agilità di una tartaruga d’acqua dolce. Semmai diventerà premier sarà tra i meno comunicativi ed empatici che le democrazie occidentali abbiano mai visto ai vertici. Del resto Draghi è alla fine un bancario seppur d’alto borgo, uno che ha passato la sua lunga carriera nei glaciali corridoi di qualche istituto finanziario circondato da cifre e grafici e da altri brillanti professionisti del ramo intenti a scalare i gradini delle cattedrali di vetro innalzate in onore di sua santità il danaro. Il nuovo Dio di un mondo dilaniato dall’ingiustizia. Dove la ricchezza si sta letteralmente concentrando nelle mani di pochissime persone mentre la stragrande maggioranza del pianeta vive nella misera più nera. Un mondo dove personaggi senza volto e senza cuore possono distruggere l’economia d’interi paesi a colpi di click, restando comodamente seduti ai tavoli verdi del grande casinò finanziario globale mentre miliardi di poveri cristi sudano tutta la vita per conquistarsi un’esistenza appena decente. Un mondo divorato da logiche economiche che alimentano indecenti disuguaglianze che stanno già scatenando migrazioni di massa e creando le premesse per sconvolgimenti sociali che non possiamo nemmeno immaginare. Logiche che stanno portando alla distruzione ambientale del pianeta per soddisfare bisogni sempre più fasulli e superflui da parte di orde di famelici consumatori allevati in batteria. Logiche che stanno rovinando la vita delle persone e non solo dei poveri e quindi dei presunti perdenti, ma anche dei presunti vincitori che si ritrovano incastrati in vite che sono poco più della loro carriera. A correre come disperati dietro al miraggio successivo per accumulare cose e soldi e potere e futili vanità, a stressarsi all’inverosimile per soddisfare le bizze materialiste di un ego sempre più meschino e a cui non basta mai. Il fallimento epocale dei modelli economici e finanziari che reggono il mondo è molto peggiore di quello che appare e nessun grafico riesce a rappresentarlo. Un fallimento epocale a cui va posto al più presto rimedio. Da tempo si sono intraviste le prime crepe, ma per una vera svolta serve la politica. Serve che le nuove consapevolezze dei cittadini si concretizzino in un cambiamento di rotta. Dal basso verso l’alto. Passo dopo passo. Leader come Draghi calati da qualche palazzo di vetro, sono la massima garanzie di continuità assoluta del disastroso modello imperante. Draghi è sponsorizzato dall’establishment e cioè da caste e da lobby che non hanno nessun interesse a cambiar alcunché ed anzi vogliono difendere le loro posizioni privilegiate, i loro affari, le loro carriere, il loro status, frangendosene di quello che succede al di fuori del loro orticello dorato. La prossima cuccagna del Recovery Fund gli ha fatto solo aumentare l’acquolina alla bocca. Draghi gli permetterebbe di soddisfare i loro appetiti e di chiudere la finestra di cambiamento che si è aperta il 4 marzo. Quando sono arrivati ai vertici dello stato non solo nuove generazioni di cittadini ma anche nuove idee e valori che danno fastidio perché mettono in discussione il modello imperante e tengono viva la speranza di un mondo migliore.

Tommaso Merlo



FONTE
: Tommaso Merlo