Draghi e il governo del nord: 9 lombardi, 4 veneti e 5 altre regioni del Nord per un totale di 18.

-In questo “governo dei migliori” non c’è neanche un siciliano. 5 milioni di abitanti e posizione strategica unica e neanche un Angelino Alfano o un Faraone di bandiera. Niente.

– Il Superministero della supercazzola, per indorare la pillola verde ai votanti su Rousseau, va a Cingolani, direttamente da Leonardo passando per la Leopolda renziana.
– Sono confermati Di Maio, Speranza e Franceschini, 3 che si sono indignati contro Renzi e hanno levato gli scudi a difesa della permanenza di Conte e contro l’operazione Draghi. Forse, o forse anche no.
– Ci sono 9 lombardi, 4 veneti + 5 da altre regioni del Nord per un totale di 18.
2 vengono dal centro e 5 dal sud. 0 dalle isole.
È un governo che vuole invertire la rotta e colmare il gap al sud e isole, è chiarissimo, non ci sono dubbi.
– Forza Italia ha 3 ministri molto rappresentativi, il m5s con il suo 33% nazionale e pieno di voti al sud 4 (di cui 3 del nord e 2 senza portafoglio).
– Ministeri pesanti, Mef e infrastrutture, vanno a due esponenti di DIPLOMATIA, Franco e Giovannini. In diplomatia c’e anche il presidente di Atlantia, ma questa è solo una semplice coincidenza. Non pensate male che è peccato.
– Vittorio Colao dopo il suo apprezzatissimo piano, che ha rilanciato l’Italia (sempre forse, o forse anche no), è stato premiato con l’innovazione.
– La Lega ha messo il suo esponente più potente al MIsE, e ci sono centinaia di nomine alle porte, che erano anche uno dei principali motivi per far saltare gli equilibri precedenti.

Tutto bellissimo (ora si che possiamo stare tranquilli che l’ultima grande spesa per rilanciare l’Italia sarà fatta dai “migliori”), per completare l’opera ci vorrebbe Pierferdi Casini Presidente della Repubblica, le cui quotazioni si abbassano sensibilmente dai bookmakers.

Ignazio Corrao