DOVE ANDIAMO…

DOVE ANDIAMO…

di Bruno Fusco:

Tutti noi siamo il mondo, e in tutti c’è un mistero e qualche verità, da soli non siamo capaci di cambiare le cose, abbiamo bisogno di sentirci gruppo, associazione, partito, movimento, e ognuno, all’interno di questi, ha le sue preferenze, le sue politiche, la sua visione della vita.

Tendenzialmente, ci lasciamo entusiasmare da piccoli successi, quelli nostri, intimi, familiari, nel lavoro ci sentiamo realizzati, spesso depressi, raccontiamo di tirare la carretta, con qualche critica al sistema, e gli altri dicono lo stesso, tra lavoratori può esistere un linguaggio simile.

Con il lavoro misuriamo chi siamo, il metro della nostra esistenza, il binomio uomo-lavoro, indissolubile, nessuno può esistere senza lavoro, guai a chi non ha un lavoro!

Se non hai amore, cortesia, gentilezza, umanità, non importa, conta se hai un lavoro, se qualcuno ti passa la pagnotta, il secondo dio, quello che ti permette di vivere, quello nascosto tra le parole “i miei collaboratori…, i miei dipendenti…,” raramente i miei subordinati, i miei operai, sarebbe troppo per chi ascolta. Non ci resta che diventare tutti inventori, in assenza di un lavoro per tutti, dobbiamo diventare dei geni, darci da fare, per poi aspettare l’intervistatore di turno, con telecamera a seguito che mostra al mondo le nostre capacità imprenditoriali e innovative: “guardate questi giovani che si sono inventati, applaudite, voi coglioni!”

I nuovi mostri, quelli che sedevano nel banco vicino al nostro, sempre pronti a farsi interrogare, i migliori della classe, per la sfortuna di qualcuno, che tornava a casa e raccontava di aver preso un bel cinque, e per sentirsi dire: “e Guardascione, quando ha preso?” – “non saprei mamma…” mentre sapevamo benissimo che Guardascione viaggiava sopra la media dell’Otto, cazzo!!!

Nessuno deve restare indietro, dovrebbe anche essere un programma scolastico, essere previsto come una priorità, non badare a chi sa badare a se stesso, ma agli ultimi, parole evangeliche, non previste da Confindustria, dal PD, Forza Italia e dalla Lega, gli ultimi restino ultimi, il lavoro conta, l’assistenzialismo è pura follia, il nostro sudore non intinga la povertà, la comunità va alla deriva, e l’odio sociale fermenta.

Chissà questi che producono come cambieranno il mondo, cosa si inventeranno per il nostro domani, faranno ciotole automatiche per gatti, carta igienica con profumo di ciclamino, reti per immaginare un altro mondo, mentre questo va a puttane, medicine che ci faranno vivere duecento anni, e si lavorerà fino a centocinquanta, per correre verso i trecento anni, milioni di nipoti e figli, nuore e suocere, e bisognerà produrre sempre di più, avremo più affetto per cani diversi, per altri gatti, che avranno la loro solita vita, mai cambiata da nessun progresso, e saremo ancora a chiederci cosa ne facciamo di questi miliardi di poveri? Quante discussioni sul Reddito di Cittadinanza, quando poi tutti saranno destinati a questo, stampando carta di scambio senza nessun valore umano, ma solo per tirare avanti una esistenza del cazzo, senza sapere dove andiamo? Ma questo sarà un problema per chi vivrà duecento anni, e si troverà a pisciare su Marte, se i marziani ci lasceranno sbarcare, pensando: “quanto era bella la Terra!”