Io volevo stare fuori ma ci avete detto di stare dentro.

Domani ci sarà la fiducia al governo Draghi. Avrei voluto che il mio NO, espresso su Rousseau prevalesse e mi togliesse dall’impaccio ma non ha prevalso. Sono giorni travagliati. Ho anche pensato di non rispettarne l’esito in aula. Ci siamo riuniti come gruppo Senato e ho sperato che almeno l’astensione mi togliesse dall’imbarazzo. Prevale anche in Senato la volontà di rispettare l’esito della votazione interna. Se si aprisse e si sdoganasse la via dell’astensione credo che sarebbe la scelta di tutti. Non dare però la fiducia ad un esecutivo dove ci sono anche dei nostri aprirebbe scenari inesplorati rendendo il MoVimento una scheggia impazzita nel panorama politico. Disattendere l’esito significherebbe non riconoscere lo strumento con il quale ci siamo riempiti la bocca di democrazia diretta e sarebbe un precedente pericoloso. Qualcuno obietta che il quesito era fuorviante! Ma ci stiamo dicendo che gli iscritti sono degli analfabeti che non s’informano e che sono manipolabili alla bisogna? Faccio parte del Direttivo del Gruppo Senato e il non rispetto delle nostre regole sarebbe per me un’aggravante. Ho la possibilità di alzarmi in piedi in Senato e davanti a tutti, Senatori, Ministri e Draghi, chiarire tutta una serie di motivazioni molto critiche. Lo farò. Non sono un eroe perché voto la fiducia e non sono eroi nemmeno quelli che si asterranno o voteranno contro. Non criticherò il comportamento di nessuno ma non prendetevela con un portavoce, quale sono io, che ha votato NO su Rousseau e che in aula rispetterà l’esito della consultazione interna. Perderò amicizie, mi hanno già sbattuto giù il telefono, qualcuno chiederà le dimissioni, altri offenderanno e se ne andranno sbattendo la porta. Il tempo ci renderà giustizia. Non votare la fiducia potrebbe pregiudicare anche la conferma di nostri viceministri come Pierpaolo Sileri e altri. Io volevo stare fuori ma ci avete detto di stare dentro. Vediamo di starci al meglio. Questo è quanto. Stasera come parlamentari dell’Emilia-Romagna ascolteremo le ragioni, gli sfoghi e le proposte di nostri consiglieri, attivisti e simpatizzanti su Zoom ma non chiedeteci cosa voteremo. Abbiamo una strada che gli iscritti hanno tracciato. Non mi piace, non giudico chi fa scelte diverse. Non sono un reietto io che seguo e non sono reietti quanti eventualmente si discosteranno.

Gabriele Lanzi