Disordini a Milano: Vicini a chi soffre, condanniamo le violenze. Chi soffia sul fuoco del malcontento per interesse ha responsabilità storiche

Disordini a Milano: Vicini a chi soffre, condanniamo le violenze. Chi soffia sul fuoco del malcontento per interesse ha responsabilità storiche

Quella passata è stata una notte di disordini a Milano.

Come cittadino prima, e rappresentante eletto all’interno delle Istituzioni poi, mi sento di condannare senza se e senza ma la violenza.

Allo stesso modo in cui abbiamo il dovere di ascoltare la voce imprenditori, commercianti e lavoratori per i quali oggi il governo annuncerà nel dettaglio l’imponente piano di aiuti previsto per il sostegno delle loro attività.

Purtroppo viviamo il momento più difficile, nella storia moderna del nostro Paese. Arrivati a questo punto, non riuscire a capirlo è una colpa storica.

Purtroppo i nostri ospedali vivono di nuovo un momento di difficoltà. Evitare il sovraccarico del sistema sanitario è la priorità. Perché se l’ambulanza è ferma in coda fuori dal pronto soccorso, non può essere sotto casa tua nel momento in cui, disgraziatamente, dovessi averne bisogno.

Trovo irresponsabile la sconsideratezza con cui chi in estate sosteneva fosse tutto passato e organizzava convegni e manifestazioni filonegazioniste, a braccetto con chi sbraitava sguaiatamente in un osceno discorso alla Camera dei deputati contro la proroga dello stato di emergenza, nello uno squallido tentativo di lucrare consensi sull’emergenza, oggi si permette di esprimere giudizi. Giudizi che tra l’altro possono essere l’uno in contraddizione con l’altro a distanza di pochi giorni. Perché se le misure le prende il governo non vanno bene, se invece le prende ancora più stringenti Regione Lombardia sì.

È di nuovo tempo di sacrifici e questo, comprensibilmente, crea malcontento. L’unico modo di uscirne e attraverso la serietà, il lavoro e l’unità nazionale. Chi da uomo delle istituzioni, incapace di assumersi ogni responsabilità, continua a soffiare sul fuoco del malcontento, per mero interesse politico dovrebbe innanzitutto cominciare a rispondere alla sua coscienza e poi a tutti i cittadini.



Di Massimo De Rosa:

FONTE : Massimo De Rosa