Dirottato da un jet dell’aviazione militare bielorussa un aereo Ryanair partito da Atene per Vilnius.

Ieri un aereo Ryanair partito da Atene per Vilnius, in Lituania, è stato dirottato quando era quasi arrivato a destinazione da un jet dell’aviazione militare bielorussa che lo ha costretto a cambiare rotta ed ad atterrare a Minsk.

Fra i 179 passeggeri, in serata atterrati poi a Vilnius, uno evidentemente interessava particolarmente i servizi di sicurezza bielorussi: un giovane giornalista, il 26enne Roman Protasevich, già direttore di un canale d’informazioni dell’opposizione, Nexta, attivo su Telegram dai tempi della contestata vittoria elettorale del tristemente noto Alexander Lukashenko, l’estate scorsa, e successivamente catalogato come “terrorista” dalle autorità bielorusse.

Secondo i siti dell’opposizione che hanno diffuso sui social network la notizia, ed in particolare per la leader del movimento Svetlana Tikhanoskaya, il giovane reporter è stato arrestato subito dopo l’atterraggio di emergenza e “la sua vita è in pericolo”, essendo la Bielorussia l’ultimo Paese europeo in cui c’è ancora la pena di morte. Il canale Twitter dell’opposizione bielorussa Belarus Free Thatre ha riferito che “anche la fidanzata di Roman Protasevic è stata arrestata e trattenuta sullo stesso volo”, aggiungendo che non ci sono “informazioni su dove si trovino o in quali condizioni siano”.

A fronte di tali evidenti ed inammissibili violazioni del diritto internazionale, la comunità internazionale tutta, e l’Unione Europea in particolare, non possono tacere. Qualche voce ieri si è levata (fra queste anche quella del nostro Ministro degli Esteri Di Maio), ma l’attacco al diritto internazionale ed, aggiungo, alla libera informazione, è assolutamente osceno ed inaccettabile.


Nicola Morra