Dino Giarrusso : TRIESTE: LA MIA POSIZIONE SPIEGATA BENE

Stamattina ho scritto un post di commento relativo allo sgombero del porto di Trieste, l’arrivo degli idranti, la forzatura di un blocco che impediva lo svolgimento della normale attività nel più importante e trafficato porto italiano, con conseguente perdita di ore di lavoro, guadagno, opportunità.

Perché l’ho scritto?

Perché oggi l’Italia vive un clima drammaticamente teso, dove bisogna rifuggire sempre e comunque la violenza, e dove -dopo un anno e otto mesi di pandemia e conseguenti limitazioni e perdite- la tensione è alle stelle e basta una scintilla per fare esplodere tutto.
Io sono per il dialogo, sempre, per l’accordo, per la contrattazione e il raggiungimento di una posizione condivisa fra le parti.
Alcuni bravissimi colleghi mi avvisano che una motivata e pacifica protesta da parte dei portuali è stata strumentalizzata da politici senza scrupoli che spingono posizioni antiscientifiche e aizzano violenze fisiche come quella contro la sede della CGIL, o violenze verbali inaccettabili come quella contro la senatrice Liliana Segre, riuscendo di fatto a peggiorare la situazione di ora in ora e ad accrescere ulteriormente la tensione.
Ebbene io condanno profondamente chiunque utilizzi le difficoltà che il COVID sta portando nelle nostre vite solo per lucrarci da un punto di vista elettorale o del consenso personale.

Speculare sulle tragedie è schifoso, è da sciacalli.
È necessario invece dare risposte concrete, tutelare i lavoratori e placare gli animi.
Per questo ho chiesto fin da subito tamponi gratuiti (o al prezzo di un caffè) perlomeno in questi primi mesi, perché credo che tutti i lavoratori debbano poter svolgere il loro compito e tutti i cittadini esercitare ogni loro diritto, anche durante una pandemia che ha modificato le nostre esistenze in modo così tremendo.
La manifestazione di protesta a Trieste è stata già da ieri ABBANDONATA dai portuali, e presa in mano da altre persone, che spesso con il porto ed i lavori annessi non c’entrano nulla, e che stanno solo soffiando sul fuoco per accrescere la rabbia della gente ed il consenso al proprio partitino.
Ebbene: questo come ho già detto mi fa schifo.

Ma non posso tacere, perché la mia onestà intellettuale non me lo consente, di fronte all’arrivo di idranti e alla conclusione forzata di QUALUNQUE presidio.
La forzatura è SEMPRE una sconfitta, ed io auspicavo che il porto di Trieste potesse riprendere la sua attività SENZA giungere a questo, ma arrivando ad un accordo con chiunque stesse manifestando.

Quando l’accordo non si trova, e devono arrivare i blindati, è a mio modo di vedere una sconfitta per chi come me ha una visione pacifica della società, e crede nel dialogo.
Non voglio e non posso (non ne sono in grado, davvero) dare “colpe” a questo o a quello, assegnare torti e ragioni e puntare il dito: approfondirò la questione è cercherò davvero di capire chi c’è e quali interessi possono esserci dietro ogni singola mossa.

Una cosa però posso dirla subito: quando è iniziata la pandemia, l’allora premier Giuseppe Conte, CI HA SEMPRE MESSO LA FACCIA! Parlava col popolo, spiegava in TV dettagliatamente TUTTE LE MISURE DI EMERGENZA, motivandole una per una, e creando così una CONSAPEVOLEZZA completa di ciò che stesse accadendo, in cuascun cittadino.
Conte ci metteva la faccia, rispondeva alle domande, comunicava anche scelte molto difficili da mandar giù, motivava le emergenze numeri alla mano.
Vorrei capire perché questo con Draghi NON SUCCEDE PIÙ, perché si è rotto il NECESSARIO LEGAME FRA PALAZZO E CITTADINI!
Lo dico col massimo rispetto possibile: di fronte a situazione simili non basta mandare dei comunicati stampa che raccontano le decisioni prese dentro al palazzo dal presidente del Consiglio: Draghi adesso deve METTERCI LA FACCIA, spiegarsi, comunicare apertamente col popolo, ascoltarne le istanze, rispondere alle domande e se serve correggere la rotta.

Con le forzature non si va da nessuna parte e si regalano energie a chi in malafede sta buttando benzina sul fuoco per lucrare sui disordini.
Tocca a Draghi metterci la faccia, ora più che mai.

Dino Giarrusso