DI MAIO: “I MIEI 10 PUNTI PER LA RICOSTUZIONE”

In una lunga lettera al Foglio il ministro degli Esteri Lugi Di Maio lancia un patto trasversale in dieci punti per “ricostruire l’Italia disarmando il conflitto politico”. Nel suo intervento il titolare del dicastero degli Esteri auspica il “superamento degli steccati ideologici” sottolineando che “iI mio appello è rivolto a tutti: disarmiamo il conflitto politico, pur restando ognuno al suo posto (maggioranza e opposizione), lavoriamo insieme per rafforzare l’azione di governo”. Di Maio in particolare plaude al voto unanime sullo scostamento di bilancio di ieri alla Camera che ha rappresentato “un segnale importante. In primis – scrive dunque il responsabile della Farnesina – credo debba essere esercizio comune superare l’idea che possano bastare interventi di riforma settoriali per superare la crisi in corso. Servirà, invece, riprogettare completamente il nostro sistema con l’ambizione di porlo sulla frontiera più avanzata dell’efficienza e dell’innovazione tecnologica e organizzativa ispirata a criteri di sostenibilità ambientale e sociale”. “Per farlo, è evidente che sarà necessario intervenire sui tempi di esecuzione, finora troppo lunghi e articolati, creando sistemi di governance o soggetti nuovi per guidare gli investimenti sulla ripresa. Penso ad esempio a un Fondo sovrano italiano o un ente di sviluppo, dotato di procedure e poteri straordinari, con il compito di mobilitare il risparmio improduttivo e avviare velocemente alcuni interventi strategici su infrastrutture e imprese. Sarà inoltre importante adoperarsi affinché l’accountability per l’attuazione dei piani di investimento non sia dispersa tra molteplici amministrazioni centrali e locali come i programmi sui fondi strutturali e di investimento Ue, ma sia attribuita a un soggetto singolo e riconoscibile, con poteri adeguati”.

DEBITO PUBBLICO. Al primo punto della sua “scaletta” di priorità per la ripresa nazionale, Di Maio sottolinea l’urgenza di “Rendere il nostro debito pubblico sostenibile”. “A settembre di quest’anno – scrive il ministro – il debito pubblico italiano ha raggiunto la cifra record di 2.586,2 miliardi di euro. II vero indicatore di stress del sistema è però il rapporto debito/pil, soprattutto in una fase come quella attuale in cui il debito cresce mentre la ricchezza cala. Come assicurare una dinamica sostenibile del nostro debito? Puntando soprattutto su titoli dai dieci anni in su che, in questa fase, grazie all’ombrello della Bce e del suo piano di acquisto di bond sovrani, garantiscono uno spread contenuto e tassi d’interesse reali negativi. A questo fine, occorre utilizzare tutte le risorse disponibili per il sostegno alla crescita. La cosiddetta fiscal stance deve privilegiare la componente decisiva degli investimenti, mentre gli stessi investimenti pubblici dovranno concentrarsi sulle direttrici che, nel medio periodo, massimizzano il potenziale di crescita: infrastrutture fisiche e digitali, ricerca e trasferimento tecnologico, istruzione e formazione. In altre parole, occorre produrre “debito buono” per rendere sostenibile lo stock di debito pregresso.  È questa la terza via, che il Mef e il ministro Gualtieri hanno il merito di aver già tracciato”.  

SOSTEGNO AI CONSUMI. Di Maio passa dunque a parlare della necessità del “Sostegno ai consumi verso comportamenti in linea con le transizioni ecologica e digitale” sostenendo che “C’è bisogno di un sistema di incentivi mirati, in particolare, a sostegno di scelte ecocompatibili, in favore di interventi per la messa in sicurezza del territorio e del patrimonio edilizio pubblico più sofferente (scuole, ospedali, reti di trasporto ecc.). In questo senso, l’ecobonus al 100 per cento va nella giusta direzione. Infine, la defiscalizzazione per la formazione e l’aggiornamento delle competenze”. Fondamentale inoltre, secondo Di Maio, “Rilanciare la produttività e il supporto al made in Italy”, nonché “Rendere sostenibili le conseguenze del calo demografico” alla luce anche del fatto che “l’anno 2020 segna un record negativo di nascite in Italia: il tasso di natalità al 4,5 per cento, il dato più basso dal 1861, conferma il trend in atto da decenni”.

LAVORO. Capitolo occupazione. Per il ministro degli Esteri, “la vera grande sfida risiede nell’integrare le politiche di welfare con le politiche attive del lavoro, accompagnando il sostegno al reddito con un grande piano di investimenti per lo sviluppo delle competenze concertato da imprese e Pa. L’opportunità offerta dalla crisi in questo senso è imperdibile perché gli interessi dello stato, delle aziende e dei lavoratori non sono mai stati cosi convergenti come lo saranno nei prossimi 6-12 mesi. Ma tutto ciò non basta. Ci vuole anche un grande progetto di riavvicinamento sociale che curi la componente emotiva e psicologica immaginando nuove forme di contatto fisico e digitale”.

ISTRUZIONE. Sul fronte dell’istruzione, Di Maio sottolinea la necessità di “ripensare la scuola: tempi, luoghi e organizzazione”. Quattro i concetti da tener presente “autonomia, flessibilità, inclusione, occupabilità”. “Per autonomia – spiega Di Maio – intendo la possibilità di definire strategie diverse e specifiche sui territori, in base alle necessità riscontrate, con il coinvolgimento diretto delle scuole. Per flessibilità, la possibilità di evolvere a contratti e modelli didattici puramente trasmissivi al fine di rispondere a esigenze emergenziali e, in prospettiva, per adeguare il sistema dell’istruzione a una nuova configurazione capace di trasformare l’emergenza in un’occasione di cambiamento. Inclusione, cioè la capacità effettiva di fare della nuova didattica uno strumento di riduzione del disagio sociale e delle diseguaglianze. Occupabilità, investendo sull’estensione del modello di istruzione terziaria professionalizzante (tramite gli Its) che è ancora residuale nel nostro paese ma, dove funziona, mostra già risultati notevoli sia in termini di didattica che di inserimento occupazionale di chi completa i percorsi”.

PA, GIUSTIZIA E SALUTE. Ancora, le priorità evidenziate da Di Maio si concentrano sulla Pubblica amministrazione nell’ottica della transizione digitale, sul potenziamento e l’efficacia della giustizia nonché sulla necessità di  “riprogettare la sanità territoriale e la sua governance”. Per Di Maio “occorre creare una sanità circolare, in cui acuti e cronici possano ricevere trattamenti in strutture adeguate, ma tutti gli altri pazienti possano essere curati a casa grazie allo sviluppo di adeguate reti di supporto territoriali. A questo fine occorre anche investire su strumenti di telemedicina, utilizzando device versatili, a basso costo e notevole semplicità d’uso, che consentano la trasmissione da remoto di numerosi parametri vitali (pressione arteriosa, frequenza cardiaca, concentrazione dei gas del sangue, emoglobina, Ecg). Sarà naturalmente cruciale, per giungere a questi servizi, lo sviluppo della rete 5G”.

SICUREZZA, CRIMINALITÀ, I.A. Ultime ma non meno importanti, le proposte del ministro su sicurezza, criminalità e intelligenza artificiale.  “Per riuscire a rispondere alle crescenti esigenze di ordine pubblico, aumentando il senso di sicurezza diffuso e la fiducia sulla resilienza del sistema – scrive Di Maio –  anche il sistema delle forze dell’ordine deve migliorare efficienza e produttività, affidandosi a strumenti nuovi, quali l’uso dell’intelligenza artificiale, dell’apprendimento automatico e dell’Internet delle cose per contrastare e prevenire la criminalità applicando strumenti tecnologici avanzati come blockchain e analytics per raccogliere dati sensibili sui crimini e reati avvenuti in passato. Ci sono già moltissimi esempi virtuosi di questi modelli in Italia, ma è necessario rafforzare tale percorso per renderlo sistemico e strutturale. La digitalizzazione di attività sensibili, tuttavia, offre il fianco a possibili attacchi cibernetici, che rendono fondamentale investire, parallelamente all’innovazione tecnologica come sta facendo la ministra Pisano, su strumenti e competenze per la gestione della sicurezza nazionale e dei dati dei cittadini sempre più digitalizzati e pertanto sempre più esposti al rischio”. 



Di Francesca Businarolo:

FONTE : Francesca Businarolo