Di Battista ha percorso migliaia di chilometri per incontrare le persone e combattuto fuori e dentro le istituzioni.

Di Battista ha percorso migliaia di chilometri per incontrare le persone e combattuto fuori e dentro le istituzioni.

di Barbara Lezzi:

A me non suscita nessuna sorpresa sentire parlare di indebolimento del M5S. Lo scandalo sta nel dirlo? O nel fingere che non stia succedendo?

In nome del “bloccare le destre” che, per carità è giusto, il M5S ha rinunciato all’essere un’alternativa e, per tenere il passo, anziché porsi da esempio, sta piano piano mutuando le caratteristiche degli altri partiti. Nella fattispecie, dati i numeri avvilenti, proprio le caratteristiche dell’UDEUR che con misere percentuali aveva solo l’intento di esserci per poter gestire il potere. Nessuna rivoluzione, nessun cambiamento. Solo omologazione. In realtà, non dobbiamo neanche parlar male di Mastella dal momento che a Caivano il M5S è alleato anche con la sua lista. Solo che lui ha preso il 10% e noi il 4.5%. Ci va bene? La buttiamo in caciara accusando la Lezzi con la solita cantilena che è nostalgica della Lega invece di osservare che le manca quel M5S al 33%?

Mi pare proprio di sì, si preferisce da un lato buttarla in caciara e dall’altro si gioisce e si marcia verso l’alleanza strutturale con chiunque purché ci sia sempre il posticino per qualcuno. Altrimenti perché? Un consigliere di maggioranza i cui colleghi fanno parte di eletti che vanno da Mastella a Renzi che peso può avere? Vale quanto un consigliere di opposizione che, però, avremmo potuto ottenere con trasparenza, chiarezza e senza snaturare quel progetto che ha acceso l’interesse e la speranza di oltre 11 milioni di elettori che ora non ci credono più. Quasi la metà di chi ha votato per noi alle europee, alle regionali ha preferito restare a casa e rinunciare ad esercitare il proprio diritto di voto. Ignoriamo questo dato o ce ne prendiamo carico?

La politica dovrebbe accettare il dibattito interno ed esterno purché sia trasparente, diretto e duro quando serve. Ma solo chi non conosce Alessandro Di Battista ed il suo amore per il M5S può credere che l’espressione legittima del suo pensiero sia mirata ad indebolire il governo e il M5S. È il contrario. Veder spegnere l’attenzione degli elettori, la passione di tanti eletti è doloroso per chiunque abbia affrontato offese, insulti e attacchi di ogni tipo per vedere il M5S al governo. Ma, se deve sedersi a discutere con gli altri partiti, il M5S deve ritrovare quella forza e quella determinazione. Se non le riconquisterà, diventerà una delle tante liste in corsa per una poltrona senza poter ambire all’apporto di rinnovamento della politica. Sarebbe la fine, dobbiamo ammetterlo.
L’ho detto tante volte ma non mi stanco di ripeterlo: sarebbe semplice applaudire, sarebbe estremamente conveniente accondiscendere ma io non riesco a tacere. Non riesco a vedere affossare quello che ha impegnato la mia vita dal 2007 fino ad oggi. Ho il dovere di parlare, ho il dovere di cercare di rafforzare e di ricostruire. Quello che è giusto spesso non conviene.

O dovrei cedere a quella narrazione che vuole Di Battista da isolare, Di Battista il fuggitivo, Di Battista che non comprende le complessità? Trovo più costruttivo seguire le idee di chi per far crescere il M5S ha percorso migliaia di chilometri per incontrare le persone e combattuto fuori e dentro le istituzioni. Ricordiamo sempre che Alessandro sceglie di concentrarsi maggiormente sulla sua vita e sulla sua famiglia quando il M5S era vincente. Quindi era il momento giusto per potersi concedere altro e, soprattutto, senza pretendere nulla. Perché non ha avuto niente in cambio se non la soddisfazione di vedere i suoi colleghi al governo. Quando parla dovremmo accostarci alle sue parole come a un rimprovero di una madre dalla quale sappiamo che non può che venire il migliore dei consigli motivato sempre dall’amore incondizionato.

Per me, la riforma fiscale deve guardare alle classi medio-basse, i professionisti e gli autonomi non devono essere dimenticati così come le piccole imprese, gli investimenti devono guardare alla tutela del territorio e alla manutenzione dell’esistente, la scuola, la ricerca e la creazione di condizioni per aumentare il lavoro sono i capisaldi dell’azione politica. Se il M5S non sarà forte, state certi che su questi temi non ci sarà la giusta attenzione perché non c’è mai stata.

Barbara Lezzi

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