DASPO a De Vito

Le caste del vecchio regime avevano censurato la legge Spazzacorrotti. L’avevano rilegata a cosina scontata e marginale pur di non riconoscere meriti al Movimento 5 Stelle. E questo nonostante l’Italia sia stata divorata dai ladri per decenni scivolando a livelli di corruzione da terzo mondo. E questo nonostante la vecchia politica non abbia fatto mai nulla per debellare il malaffare ed anzi, coi ladri si è sempre spartita il malloppo. Grazie alla triste vicenda di Marcello De Vito, le caste del vecchio regime dovranno ammettere che grazie al governo gialloverde oggi l’Italia è dotata di una legge anticorruzione degna di un paese civile. Se De Vito verrà condannato, si beccherà un bel DASPO e la sua vita nella cosa pubblica sarà finita per sempre. Evviva. Uno in meno. Di Maio ha espulso De Vito all’istante e questo costringerà le smemorate caste del vecchio regime anche a ricordarsi delle selve di ladri che ancora annoverano tra le file dei loro partiti di riferimento. Ladri che fanno i finti tonti e mantengono il loro onorevole deretano sulla poltrona. Una vecchia usanza. Ladri e criminali di ogni risma hanno sempre resistito ad oltranza nei palazzi – spesso protetti dai colleghi di partito – in fiduciosa attesa di processi che per lorsignori finivano sempre in nulla. Come dimostra la vicenda Formigoni, grazie alla legge Spazzacorrotti finalmente gli onorevoli che rubano finiscono in galera come i poveri cristi. Evviva. Un bel passo in avanti per la nostra democrazia. La reazione fulminea e netta di Di Maio ribadisce poi come il Movimento non sia affatto un partito come tutti gli altri e non sia affatto arretrato sui suoi valori come viene infamato. Ma al contrario è l’unica forza politica che ha gli anticorpi per reagire al tarlo della corruzione. Un tarlo viscido e infestante che si nutre della debolezza umana e che richiede il massimo rigore per essere estirpato. Le caste del vecchio regime tenteranno ovviamente di sfruttare la vicenda De Vito per infamare il Movimento ed attaccare la Raggi e quant’altro, ma potrebbe rivelarsi un boomerang. Tipo quello di “rimborsopoli” che ha permesso a milioni di cittadini ignari, di venire a conoscenza del taglio degli stipendi dei portavoce. La solita cagnara mediatica sulla vicenda De Vito consentirà invece ai cittadini di conoscere la legge Spazzacorrotti e di riscoprire la profonda diversità del Movimento nel trattare le purtroppo inevitabili mele marce. Chissà, potrebbe essere una bella opportunità anche per i veri o presunti delusi del Movimento per riaprire gli occhi e non farsi ingannare dalla propaganda del vecchio regime. Fino a ieri l’Italia era un maleodorante verminaio. Se le cose stanno cambiando è grazie ai gialloverdi. Le vecchie caste tifano per i ladri. Chi non lo capisce merita di essere governato da loro.

Tommaso Merlo

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ROMA: DE VITO, CALO MA NON VISTOSO, FAREMO OPPOSIZIONE