Dal Governo alla Tavola – 1

EMERGENZA COVID-19: IL SOSTEGNO ALLA RESILIENZA DEL SISTEMA AGROALIMENTARE ITALIANO

Il Covid-19, che ha messo in ginocchio il Pianeta, non ha interrotto il lavoro dei nostri agricoltori. L’intero sistema agroalimentare italiano, infatti, non si è mai fermato, neppure durante i lockdown previsti per frenare la diffusione della pandemia. È stato sempre garantito l’approvvigionamento dei cibi e ciò ha contribuito, a suo modo, alla stabilità sociale. Possiamo solo immaginare cosa sarebbe accaduto nel momento in cui gli italiani non avessero trovato sugli scaffali quei prodotti abituali che solitamente consumano nella propria dieta. I difficili momenti che stiamo vivendo, dunque, hanno confermato la centralità e la strategicità del settore che ha saputo garantire al Paese qualcosa di essenziale come gli alimenti.

Diveniva fondamentale, pertanto, contribuire a sostenere chi, neppure con la comprensibile paura di divenire infetto, ha smesso di lavorare: dalla produzione nei campi alla trasformazione, dalla distribuzione sino alla vendita. Con i diversi decreti succedutesi in questi mesi – Cura Italia, Liquidità, Rilancio, Semplificazioni e Agosto – tutti convertiti in legge dal Parlamento, abbiamo approntato specifiche misure di sostegno sociale, interventi a garanzia della liquidità delle imprese agricole e della pesca, misure per la promozione all’estero del settore agroalimentare e l’incremento del Fondo per la distribuzione di derrate alimentari.

Gli stanziamenti a favore del settore sono stati ingenti: dalla decontribuzione previdenziale e assistenziale, ai fondi per le filiere in crisi o per la ristorazione abbiamo abbondantemente superato i due miliardi di euro di sostegni per l’agricoltura e la pesca italiane.

La crisi causata dal Covid 19 ha rotto gli equilibri ai quali eravamo abituati e ha generato difficoltà oggettive alle quali si è dato una risposta attraverso diversi interventi, di ristoro e di rilancio. Adesso è giunto il momento di riflettere sul futuro, anche con le incertezze che si porta con sé, affinché un evento così impattante sulla vita di tutti noi possa segnare comunque l’opportunità per ripensare alcuni aspetti, relazioni all’interno delle filiere e, più in generale, elementi alla base del nostro sistema agroalimentare e del modo in cui lo concepiamo e lo sosteniamo.

Se davvero vogliamo lasciarci alle spalle questo devastante periodo, dovremo compiere lo sforzo di cercare ciò che di “buono” può esserci nella crisi causata dalla pandemia. Dinanzi a noi, infatti, abbiamo appuntamenti importanti che non dobbiamo mancare: dalla conversione dei decreti Ristori alla definizione della Legge di Bilancio 2021, dall’impostazione della nuova PAC (Politica Agricola Comunitaria) alle risorse e gli interventi legati al Next Generation Eu, il pacchetto per la ripresa dalla Covid-19 elaborato dall’Unione europea che, tra sovvenzioni e prestiti, raggiunge i 750 miliardi di euro.

L’agricoltura sostenibile – dal punto di vista economico, sociale e ambientale – sarà uno dei pilastri del Recovery Plan italiano su cui il Governo è al lavoro per quanto riguarda l’efficientamento energetico, il nuovo piano di logistica e l’innovazione agroalimentare. Oltre alla sostenibilità, saranno diverse le parole chiave che guideranno il percorso che ci attende: innovazione, filiere, nuove tecnologie, occupazione, territori, aree interne, giusto reddito, lavoro, energie rinnovabili, economia circolare, qualità, infrastrutture, competitività, credito, investimenti, sviluppo rurale, turismo sostenibile.

Il compito cruciale che attende il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, assieme a tutti i rappresentanti delle filiere, è quello di saper indirizzare le risorse nelle giuste direzioni affinché si possa davvero creare “valore aggiunto”, in grado di rendere competitive le nostre imprese sul mercato sia nazionale che estero, creando posti di lavoro e aumentandone la redditività.

NON SOLO RISTORI. L’AGRICOLTURA ALLA SFIDA DEL CREDITO.

Alle misure finalizzate a ristorare le perdite economiche causate inevitabilmente dalle misure restrittive attuate per fronteggiare la pandemia Covid-19, si sono sommati in questi mesi interventi normativi dedicati ad incentivare i finanziamenti per le imprese agricole e della pesca. Attraverso l’azione congiunta di più strumenti, è stato possibile iniettare quasi 2 miliardi di euro di liquidità nelle nostre imprese primarie, dando linfa quotidiana ma soprattutto permettendo di pianificare il futuro attraverso investimenti di rilancio.

Per il tramite di Ismea, l’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare del Mipaaf, si sono potute erogare, innanzitutto, due tranche della cosiddetta “cambiale agraria” per un totale di 50 milioni di euro. Si tratta di un prestito cambiario, molto apprezzato dal settore, con cui è possibile richiedere fino a 30mila euro senza istruttoria, rimborsabili in un tempo che può arrivare anche a dieci anni.

Grazie agli strumenti di garanzia previsti dal Decreto Liquidità, poi, Ismea da aprile scorso ha permesso a più di 33mila imprese di ottenere oltre 800 milioni di euro. La misura è stata essenzialmente utilizzata per finanziamenti per liquidità immediata fino a 30mila euro con copertura 100% automatica dello Stato: oltre 625 milioni di euro a 32mila aziende agricole e della pesca. A questi si aggiungono i 200 milioni di euro di circa 800 domande volte a finanziamenti per liquidità ed investimenti, rinegoziazione del debito e consolidamento di passività onerose con percentuali di garanzia che variano dall’80% al 90%.

L’accesso diretto al Fondo di Garanzia gestito da Mediocredito Centrale, invece, divenuto norma con il Cura Italia, è entrato in funzione solo lo scorso 20 luglio. In appena quattro mesi di operatività, però, il Fondo è stato in grado di concedere garanzie per quasi 905 milioni di euro di impieghi alle aziende agricole e della pesca, per un totale di 7.149 operazioni andate a buon fine.

Con questo strumento, il rapporto tra finanziamenti strutturati e liquidità si è ribaltato. Appena 83,5 milioni di euro, infatti, hanno riguardato operazioni relative ai 30mila euro configurandosi, pertanto, un forte interesse per operazioni finalizzate agli investimenti importanti.

I maggiori risultati sono stati sinora raggiunti in Regioni quali il Veneto (130 milioni di euro), la Toscana (120 milioni di euro), la Lombardia (103 milioni di euro), la Sicilia (84 milioni di euro), l’Emilia-Romagna (84 milioni di euro), il Piemonte (65 milioni di euro) e la Puglia (55 milioni di euro).

Il lavoro per promuovere una maggiore diffusione dello strumento su tutto il territorio nazionale prosegue come, al contempo, continua il confronto con ABI, l’Associazione Bancaria Italiana, per far sì che trovi accoglimento in sempre più istituti bancari.

VERSO LA LEGGE DI BILANCIO

In parallelo con l’emergenza Covid-19, il Governo ha avviato i lavori per la nuova legge di Bilancio. Per quanto riguarda gli interventi in materia di agricoltura, viene istituito un Fondo per lo sviluppo ed il sostegno delle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura con uno stanziamento di 150 milioni di euro per il 2021 nonché ulteriori 40 milioni di euro sono destinati al rifinanziamento del Fondo per la distribuzione delle derrate alimentari alle persone indigenti. Quest’ultima misura permette di scongiurare il pericolo di spreco alimentare, sostenere alcuni settori produttivi nazionali aiutando le persone più bisognose. La Manovra prevede, inoltre, l’esenzione Irpef per l’anno 2021 dei redditi dominicali e agrari relativi ai terreni dichiarati da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali. Per le nuove iscrizioni, i giovani potranno godere dell’esonero contributivo totale, per la durata di due anni.

Il settore della pesca, invece, potrà contare per l’indennità onnicomprensiva prevista per i lavoratori dipendenti da imprese adibite alla pesca marittima nel periodo di sospensione dell’attività lavorativa a causa delle misure di arresto temporaneo obbligatorio su 12 milioni di euro per il 2021 e su ulteriori 7 milioni di euro per il fermo non obbligatorio.

Dopo anni di tagli alla macchina amministrativa, il Ministero delle Politiche Agricole è autorizzato a bandire concorsi pubblici per assumere con contratto a tempo indeterminato un contingente di 140 unità di personale. Ulteriori 6 dirigenti e 55 unità di personale sono autorizzate ad AGEA, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, che potrà contare anche su una dotazione finanziaria di 10 milioni di euro così da garantire l’efficace svolgimento delle numerose attività che sta portando avanti durante il periodo emergenziale connesse al settore agricolo.



Di Giuseppe L’Abbate | Un cittadino in Parlamento:

FONTE : Giuseppe L’Abbate | Un cittadino in Parlamento